Il bonding, il reset completo e la lista dell’assenza

I figli sò sicuramente piezz ‘e core ma, quando ti fanno girare la palle, te le fanno girare bene, questo è poco, ma sicuro. Poche volte litigo con Laura, ma, quando lo faccio, lo faccio bene. E, alla fine, le mie frasi sono sempre le stesse: “Tra un anno e mezzo, avrai diciotto anni! Non ti puoi permettere di dirmi che sei un’adolescente e che ti sei dimenticata di fare questa cosa! Devi responsabilizzarti, porca troia! Cosa farai quando non ci sarò più io, neh? Mi verrai a chiamare dall’oltretomba? Ma ti rendi conto che se vivi con un’altra persona, e non ti dico con tua madre che dovresti rispettare senza nemmeno farti venire il dubbio!!!, devi comunque rendere conto anche a questa persona?! Non puoi fare il cazzo che ti pare e lasciare la casa in disordine perché tu sei adolescente e gli adolescenti fanno il cazzo che gli pare!! E io cosa dovrei dire allora?! Che sono in menopausa e perciò me ne fotto di fare le cose per te?! Ma che cazzo di ragionamento è? Dove hai messo quei 4 neuroni che ti ho dato nel concepimento? La trovi ‘na scusa migliore? E dillo che te ne sei fottuta e via! Almeno siamo oneste, no?!”… Ecco, sicuramente non ho gli stessi, soliti, noiosi argomenti tipo: “questa casa non è un albergo” oppure “mai sotto il mio tetto”. Ed è là che, per l’ennesima volta, lei mi annichilisce. “Si, ok, hai ragione. Perciò, per favore, mi scrivi tutte le cose che mi devo ricordare e che dovrei fare ma non faccio e che mi eviteranno di avere casini con l’altra persona? Magari su un foglio? Perché io me le dimentico tutte le cose che mi dici, sai? Se poi tu non ci sarai, io me le dimentico e, per esempio, non mi ricordo che devo annaffiare le piante e loro muoiono, capisci?” 😦 Non so se ridere o piangere. In una maniera o nell’altra, me la son presa in quel posto perché, ammettiamolo, ci ha ragione, la piccola stronzetta che fa finta di essere adolescente, ma non lo è più da quando aveva 7 anni…. 😦

Io l’ho fatta e io me la tengo. Ok, no problem, le dico. Ti faccio il foglio con le cose che ti dovrai ricordare in assenza di me. Mi viene in mente quella canzone della Pausini… Spero davvero che non si senta così, quando non ci sarò più. Lo spero davvero perché quella cazzo di canzone è proprio di un piangevole assurdo. Mi meraviglia che non distribuiscano lamette per tagliarsi le vene quando la canta ai concerti… 🙂

E allora inizio a pensare dove posso iniziare a scriverla, ‘sta lista. Sul libro con le pagine bianche che ho iniziato a scrivere a mano quando era piccola? No, quello è per le cose da scrivere a mano. Marò… che stress scrivere a mano tutte le cose da ricordarsi… E se poi devo cancellarle? Cheppalle… Ma lo sai che in un qualche paese del nord europa hanno iniziato a vietare gli esercizi di scrittura a mano a scuola? Che grandissima stronzata e qua la chiudo. Poi ci penso… ‘Sto blog lo sto scrivendo per lei, per quando mi verrà a cercare e io non ci sarò più. Questa non è una novità. E allora, stamattina, entro nel suo letto. Lei mi accoglie sorridendo. E glielo dico. “Lala, se mi devi venire a cercare, sai quella cosa della lista che mi avevi chiesto? Ecco, se vuoi una lista ufficiale, vieni sul blog. Là mi troverai e troverai le cose che ti continuo a dire, ma non pensi di poter ricordare, ok?” Lei ride e mi abbraccia dicendo: “Ok… ora dormiamo, però…”.

Ok… Ok… Ok, iniziamo:

1) annaffia le piante… 🙂 come? quando? quando vedi che la terra si sta seccando, quando vedi che la pianta si ammoscia, quando vedi che non è più bella come la prima volta che la comprasti. Allora devi annaffiare. Così, Lala, con le persone, ricordati. L’acqua per le piante è vita. La vita/l’acqua, per le persone, è l’amore. Dai, dunque, quanto più amore puoi ad ogni persona che incontri. E quelle persone saranno belle dentro e fuori e tu, con loro.. E se qualcuno rimane stronzo e bastardo, fregatene. Tanto sono loro che ci perdono. Tu rimani bella anche solo a darlo, l’amore. Almeno lo hai fatto. Stai attenta, però… Perché le devi annaffiare anche d’inverno, se non sono in aperta campagna e se la pioggia non posa le sue lacrime su di loro, Lala. Stai attenta perché, è proprio quando pensi che non debbano aver bisogno di acqua (o amore) che loro muoiono dentro e ti mollano, così, con il culo per terra, da un momento all’altro; senza nemmeno che tu te ne accorga. Succede, Lala, credimi, succede. Stai sempre all’erta, dunque, ok? Vorrei che tante cose non ti succedessero, amore mio, ma non posso impedirlo. E allora, Lala, cerca di essere sempre tu la pianta, se puoi, in questi casi. Cerca di essere tu quella che manda a fare in culo chi non ti ha dato abbastanza amore. Al contrario, sarebbe troppo brutto, penso. Non mi è mai successo, ma sento dentro di me che essere chi non dà amore deve essere proprio brutto e io, brutto come loro, non voglio essere. E non voglio che lo sia tu.

2) pota le piante. Pota, Lala, quando vedi che ci sono rami secchi. Taglia, senza timore, Lala. Taglia, taglia e taglia. Vedrai che la pianta ti ringrazierà facendo nascere nuovi rami più belli di quelli di prima. Fregatene del calendario di Frà Cristoforo, del manuale del buon giardiniere o delle fasi lunari. Tu vai con gli occhi e con il cuore e vedrai che mai sbaglierai. E così, Lala, anche con le persone. Taglia dalla tua vita le persone che ti hanno fatto del male. Taglia via dalla tua vita quelle che non ti nutrono con abbastanza amore. Non avere rimpianti. Non avere mai rimpianti o rimorsi, Lala. Tutto quello che si fa, se lo fai con amore e cervello, mai dovrà essere rimpianto perché se così è stato, è perché cosi doveva essere. Siine certa, te lo garantisco io, se ti fidi di me: nulla succede per caso. Ogni cosa, magicamente, rientra al suo posto, sempre. Taglia, Lala, le persone che ti fanno stare male. Tagliale e la vita te ne darà altre che potrebbero andare meglio o magari (ma non mi è mai successo) quei rami tagliati rivengono fuori meglio di prima. Io te lo auguro. Ad ogni modo, tu taglia. Se non tagli, non lo saprai mai, no? E allora, vai tranquilla. Piuttosto che soffrire e lamentarsi e basta, tu taglia. La nostra meta, qua, è sapere. Sapere amare, sapere vivere amando. Il resto sono semplicemente cazzate.

3) compra piante nuove e difficili da coltivare oppure semina semi che non hai mai seminato o che ti dicono che sono difficili da far germogliare. Provaci sempre, Lala. Magari, all’inizio, moriranno in tante. Ma, alla fine, ci riuscirai. Dovrai sintonizzarti sulla lunghezza d’onda di piante diverse, provenienti da diverse storie del mondo. Ce la farai, batata bulenta, credimi, ce la farai. Io ho provato a coltivare cactus per anni e anni. Morivano sempre e, io con loro, un pochino di più, ogni volta… 😦 Poi, un giorno, ne ho presi dodici piccoli piccoli, al Brico. Tanto, mi sono detta, se muoiono, almeno non li ammazzo dopo che sono cresciuti tanto e con tanto amore, no? Embè… Solo uno non ha resistito. Ora li vedi, Lala? Li vedi in cucina, sul davanzale? Fioriscono, perfino! 🙂 Li vedi come sono belli e come crescono velocemente solo con le mie sporadiche spruzzatine d’acqua? Ho capito, finalmente, di cosa avevano bisogno. Capisci, Lala? Non smettere mai di provarci. Non smettere mai di provare ad amare perché, senza amore, anche verso chi meno ci sembra amabile, non siamo nulla. E vedrai che i tuoi sforzi saranno premiati. Io ne sono la prova, Lala. E certe persone che ho accanto, a volta davvero inamabili, ne sono la prova. Le vedi, ora? Le vedi sorridere ed essere ottimisti con me? Ecco, questa è la prova. Tu vai per la tua. Il resto lo farà il tuo cuore.

4) non buttare il limone dopo che lo hai spremuto. Mettilo nella lavastoviglie e fagli fare un giro in giostra con un lavaggio. 🙂 Profuma i piatti e servirà ancora a qualcosa anche quando pensavi che non sarebbe più stato utilizzabile. L’ho imparato da una mia collega. Non è una cosa filosoficamente applicabile… o forse sì? 🙂 vedi tu. Io, sicuramente, ce la troverei la ragione filosofica. Fosse anche una sola: anche le cose più inutilizzabili e usate e vecchie, a volte, possono meravigliarti e darti prova di essere, quasi, indispensabili, in certi casi. Pensaci, Lala… Se vale per le persone? Uhm… Non lo so… Ci devo pensare. 🙂

5) cerca di non fare un cesareo. E qua, ti parlo per esperienza. Se il tuo bimbo è podalico, parlagli e cerca di capire perché sta messo così. Cerca tutto quello che puoi sul bonding prenatale, Lala. E’ importantissimo. Parla a tuo figlio ancora prima che esca. Canta con lui. Accarezza la sua anima e il suo corpo con la tua anima e con il tuo corpo molto prima che ne esca. Ho scoperto solo ultimamente che ci sono 3 ragioni per le quali tu sei nata podalica: sapevo che tuo padre non ti voleva; adoravo essere madre e incinta di te e non avrei mai voluto smettere di averti dentro perché assieme stavamo stupendamente; mia sorella Antonella (la prima neonata con la quale ho sperimentato l’accudimento materno e che mi chiamava davvero mamma) nacque con il cesareo. Ecco, l’avessi saputo allora, Lala, avrei fatto quello che si fa ora… e tu saresti nata con un parto normale. Se è necessario? Non lo so… Ma, se puoi, fa che ciò non ti succeda, ‘more mio. Parla con la mia nipotina… 🙂 (sì, femmina deve essere!) sempre. Anche dopo. E tutto sarà ok, anche quando ci saranno momenti di merda. Stamattina, quando ti ho detto: “non si potrebbe avere figlia migliore di te” e tu mi hai risposto “dimmelo quando ti incazzi che non ho messo in ordine la casa….” ti ho amato così tanto, Lala, così tanto che mai lo saprai… 🙂 Così deve essere, se ci riesci. E se non ci riesci, non ti preoccupare. Basta che tu abbia fatto il meglio che potevi. Nessuno, mai, nemmeno i tuoi figli, potrà condannarti. Mai e nemmeno tu stessa. Ricordatelo.

6) Metti via il latte e il burro, la mattina, quando hai finito di fare colazione. Che tutto diventa rancido e devi ricomprarlo, pirla.

7) Resetta il cazzo di pc quando un virus te lo impasta di merdate. Non stare a perderci tempo. E questo ti insegnerà pure a fare copie di back up di tutto quello che ti serve. Ti ricordi l’hard disk che ti ho dato? Mettici dentro sempre copia di tutto, Lala, che poi ti danni e la colpa è solo tua, ok? In questo preciso momento sto scrivendo dal pc che ho resettato ex novo e non ti dico la figata a cercare anche solo di configurare il maledetto wireless… Vita di merda… 🙂 ma stimolante, direi! 🙂 Già… impara quanto più puoi su pc e simili. Non devi mai dipendere da nessuno per queste cose, Lala, mai. Questo è tassativo! Se una digital girl e tale devi restare anche a 200 anni! E pure a fare i collegamenti elettrici e ad aggiustare e montare le cose, Lala! Ti metto l’esclamativo perché è importante. Non devi dipendere da un uomo. Le cose che fa lui (meno pisciare col pisello) le puoi fare pure tu. Tutte. E la soddisfazione di un collegamento elettrico riuscito o di un lavandino aggiustato io le so. Perciò, vedi di ricordare quando te lo faccio vedere, come si fa che è importante, ok? 8)

8.) Se non hai un separa chiodi, per piantarli nel muro, usa una semplice molletta da stendere. Così non ti martelli il dito e fai una porca figura con te stessa e con il muro. 🙂 Che io ci ho messo anni e dita mastruzzate di brutto, per imparare.

9) Ricordati di quando la nonna Anna ti ha insegnato a cucire. Cucire e rammendare sono necessarissimi, Lala. Soprattutto se un buco del tempo ti riporta nel 1200 e non ci sono i negozi dei cinesi, capito? 🙂 Saper rammendare è importante, Lala. Funziona sia per i vestiti che per le persone, sai? Non buttare via le cose se si strappano solo un pochino. Non so se mi spiego. Prima di buttarle, cerca di capire se sono recuperabili. Io ci ho messo 10 anni… poi mi sono separata. 🙂 però, almeno, nessuno mi potrà dire che non ho analizzato bene la situazione. Rammenda le calze di lana che ti ha regalato la nonna. Quelle non possono essere buttate. Io ho ancora quelle che zia Adelaide mi regalò circa 20 anni fa. Sono più rammendo che calza, ora, ma se le butto ci piango… 🙂 Rammenda la giacca che ti si strappa un pochino. Io ho scoperto che il piumino aveva uno strappo di 10 centimetri dalla tasca proprio qualche giorno fa (me l’ha fatto notare il mio capo… 😦 ) e l’ho rammendato io invece di ricomprarlo o di farlo riparare ai cinesi. Così ti posso comprare quelle scarpe dell’Adidas che tanto ti piacciono. Capisci? Saper rammendare, quando fattibile e possibile, è davvero utile. 🙂

10) Usa la tua fantasia sempre. Usala fino allo sfinimento. Usala per fare l’amore, anche solo nelle carezze. Ama con fantasia non vestendoti da infermiera, ma usando le tue dita come radar del cuore e dell’anima. Vedrai, funziona alla grande. Usala per cucinare. Le mie polpette di pesce nessuno le farà mai come me, Lala perché la mia ricetta è inventata. A proposito, non ti preoccupare per le mie ricette. Sai quella moleskina che mi ha regalato per le ricette? La sto riempendo per te… Quella scritta a mano, però… 🙂 Le ricette si scrivono a mano, ricordatelo. Usa la tua fantasia, sempre. Usala per raccontare e ascoltare. Per raccontare perché, senza di quella, dove sarebbe mai andato Dante? Per ascoltare quando, se proprio non puoi mandare a fare in culo qualcuno, te lo devi solo immaginare che caga un gigantesco e spinosissimo cactus e allora, credimi, lo ascolterai sorridendo e lui penserà di essere un gran figo. Usala per fare il letto. Quel letto che devi fare ogni giorno, prima di andare via, la mattina. Perché non si sa mai cosa può succedere e chi ti entra in casa, da un momento all’altro. Almeno, i ladri, troveranno il letto fatto, no? 🙂 Usala per arredare casa. Ah!! Non ti dimenticare di accendere le candele e il bruciatore per l’aromaterapia non appena puoi, eh? 🙂 Usa la fantasia per stare con i tuoi bimbi. Non comprare giochi fatti, se ci riesci. Inventateli con loro. Ti ricordi quanti ce ne inventavamo in auto? Ecco, così… Usa la fantasia per i regali, Lala. Usa la fantasia per parlare. Inventati termini nuovi. Chi ti può fare la multa? Il vigile delle parole?

Bene, per questa prima puntata, non mi sembra male, neh? Non so quando mai mi leggerai, Lala. In questo momento sei di là a combattere con l’acquarello di una scrivania (la tua) incasinatissima. Compito per martedì “Disegnare la scrivania di qualcuno”… Chissà perché arriviamo sempre tutti a fare le cose all’ultimo minuto. Già… Su questo, onestamente, non posso darti cose da ricordare. Io sono la prima a farle all’ultimo minuto. E sono una recidiva. Vabbè… Chissà se ti ricorderai di quel disegno. Chissà se ti ricorderai che 10 minuti fa sono passata davanti a te per andare ad annaffiare le piante del tuo balcone e tu mi hai chiesto di chinarmi a prenderti il tappo di un pennarello che ti era caduto. Chissà se ti ricorderai che io, nella foga delle cose da ricordarti, mi sono piegata con le gambe e non con la schiena dicendoti: “Lala, ricordati di chinarti sempre piegando le gambe e mai la schiena perché poi ti vien male alla cervicale e stai male come me, ok? Chinati così…” E tu, ridendo mi hai detto… “Già… e ora come fai a rialzarti?!” Metti sempre in dubbio la mia agilità, stronzetta di una ragazzina… 🙂 Ricordo ancora quando, qualche mese fa, ti ho detto che volevo prendere una moto e mi hai risposto che una moto che regga il mio peso non esiste… 😦 Vabbè… Io, ovviamente, mi sono rialzata senza appoggiarmi a nulla mostrandoti il dito medio che andava su e giù, con me, mentre lo facevo altre 3 volte e ti passavo il tappo… 🙂 La vita, a volte, non è così tanto una merda… ricordatelo, Lala, soprattutto se riesci a sorridere di tante piccole cose come queste… 🙂

Chissà se te lo ricorderai… Ad ogni modo, ‘more mio, ho iniziato la lista che mi hai chiesto. Speriamo di fare in tempo a scriverle tutte, le cose che ti devo ricordare. E, fosse mai che non ci riesco (perché la vita, a volte, è una grande merda; ricordatelo, pure questo… ) quelle che non riuscirò a scriverti, te le dirò nei sogni…

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