Mezz’ora e i ravioli agli amaretti

Mezz’ora è importante. Ricordati sempre che anche solo mezz’ora è importante. E’ importante per onorare chi se lo merita, nella maniera che ritieni migliore. Mezz’ora al giorno, se vivono con te o alla settimana, se sono lontani. Dio dice di onorare il padre e la madre; io dico di no, se sono stati dei pezzi di merda con te. E così anche per tutti gli altri. Voglio dire, dove sta scritto che bisogna per forza sempre prendersela in quel posto, perfino da chi ti ha messo al mondo? Tu, se non te la senti, non onorare una bella pippa di nessuno. Nonni, zii, cugini,  genitori, amici o guardiacaccia… Se è gente che non ti onora, perché mai cacchio dovresti onorarli tu? Allora, usa quella mezz’ora alla settimana per chiamare (o stare) con chi vuoi onorare davvero, con la tua presenza, il tuo affetto, il tuo interessamento alla loro vita. Poi, certo, se chiami la nonna Anna, quella mezz’ora diventa un’ora e mezza e io metto il telefono sul vivavoce e faccio le pulizie mentre lei se la parla e se la risponde da sola e poi, alla fine, dice sempre: “Ah, si nun ce fuss tu, Rosè a me sentì..”. 🙂 già… onora chi ritieni giusto onorare e manda a cagare gli altri. I morti si onorano sempre. Anche quelli che mi sono stati sul cazzo, io li onoro eccome, soprattutto e solo perché sono morti, nemici e buoni. Perché? Perché, da morti, la verità, infine, la sanno e, dunque, sanno cosa sei dentro e chi sei dentro tu, ora. Non lo possono più negare e, chi ti conosce dentro, non ti può essere più nemico, capisci? Quadra? La morte è importante, Lala, ricordalo. E non ne avere paura, mi raccomando. E’ importante. Altrimenti diventi pazza. Onora, perciò, i vivi che rispetti e i morti che sono morti. Già… Ricordo quando tuo padre diceva che con tutte quelle foto di parenti, amici, animali che tenevo in casa, sulla credenza in salotto, sembrava di essere al cimitero. Figurarsi, poi, quando accendevo le candele aromatiche! 🙂 Looking back, onestamente, credo proprio che io e tuo padre non avessimo proprio un bel niente da condividere o in comune. Fidati di una cosa, davvero. Fidati del fatto che le cose succedono proprio quando meno te lo aspetti e proprio perché devono succedere e basta. Quel giorno, a quell’appuntamento al buio, dovevo conoscere tuo padre e poi tu dovevi nascere. Questo è certo. Altre ragioni, per stare con lui, al momento, non me le ricordo… Oppure… Forse, una… forse… quella di sapere cosa vuol dire avere una suocera. Fino ad allora, o avevo conosciuto uomini senza genitori o che avevano i genitori lontani. Tua nonna mi cucinò, una volta, i ravioli agli amaretti. Al primo assaggio, stetti così male, ma così male, ma così male che mai più nel resto di questa mia povera vita ne guarderò uno nemmeno da lontano. Secondo me le stavo così tanto sul cazzo che aveva avvelenato solo la mia porzione. Marò, non c’è cosa più schifosa di quei ravioli con il sugo di carne e la farcitura così vomitevolmente dolce… M A R O all’ennesima potenza. Ma tu sai la cosa più comica? Inghiottii, sorrisi e dissi che facevano cagare. 🙂 Forse, è da allora che mi ha odiato più dell’odio ufficiale di suocera per nuora. Evvabbè, chissenefrega. 🙂 Quando morirà, la onorerò. 🙂

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