Consigli di bellezza

Ho iniziato presto, stamattina. Dopo 5 giorni d’inferno in ufficio e fuori dall’ufficio, sempre per merito dell’ufficio, ho deciso che oggi avrei dormito, come minimo, almeno fino a mezzogiorno e non avrei fatto una emerita pippa tutto il giorno. E invece? Invece alle 8 e mezza ho gli occhi sgranati che osservano il quadro del mare di Andrews che che troneggia sulla mia scrivania originale degli anni ’40 comprata a 90 euro al mercatino dell’usato. Sospiro e sorrido, lieta della vita. Che te lo dico a fare? Tutto, in questa camera da letto, è di una bellezza infinita (perfino io…) 🙂 Amo ogni piccolo angolo di questa camera che mi sono messa assieme, da sola, pezzo dopo pezzo. Dicono che quelli del Toro abbiano uno spiccato senso della bellezza. Non saprei. Forse è così. Io so solo che conosco le cose che mi piacciono e faccio di tutto per guadagnarmele e godermele, niente di più, niente di meno. Ecco, è importante guadagnarsi le cose che amiamo e ci piacciono. Non è importante se il percorso è irto o troppo breve. Basta che tu sappia che quel percorso, per arrivare a quella cosa, l’hai fatto veramente tu e non ci hai mandato il maggiordomo o simile. Perfino quando vai su emule e impazzisci a cercare la serie completa di “The Blacklist” e poi la trovi e te la scarichi urlando vaffammòcc, te la sei sudata anche se stavi seduto, capisci? Non so se mi spiego. Le cose, quando arrivano dopo averle sospirate ed essersele guadagnate, sono semplicemente fantastiche. Raramente, credimi, sono rimasta delusa. E stamattina ho iniziato presto a muovermi per avere le cose belle della vita, diversamente da quanto avevo programmato. Ho deciso, dunque, di farmi bella per me stessa; di curarmi nonostante avessi anche da fare le pulizie e tutto il resto. Pure con Laura in casa che, certe cose, per quanto non sconce siano, magari vorresti avere tutto il tempo e lo spazio di fartele da sola. E chi ti condanna? E’ più che legittimo. Anyway…

La mia faccia, prima di tutto. Ho aperto gli occhi e ho visto il quadro di Andrews e le verdi pennellate delle sue onde mi hanno fatto venire in mente le rughe che non ho. Sì, non le ho. Ho 50 venerabili anni e non ho rughe di sorta se non quelle delle ombre delle mie risate. Vieniti a prendere l’aperitivo da me, per accertartene… 🙂 Questa è una eredità fantastica che ci ha lasciato mamma. Quando avevo 13 anni ne dimostravo 18. Ora che ne ho 50 ne dimostro 45 al massimo. Grazie mamma. E grazie anche per avermi permesso di usare l’Oil of Olaz quando ero ragazzina. E grazie a nonna Rosa che mi faceva lavare la faccia con il sapone Camay. Odiavo quando Marco comprava il Palmolive. Il Palmolive fa cagare. Camay, quello originale color rosa, mi fionda letteralmente indietro di 45 anni, come se fossi entrata in un buco del tempo, ogni volta che mi ci insapono le mani e ci tuffo dentro il viso. E così, torno bambina, appena sveglia, sul balcone della camera da letto della masseria di nonno Giuseppe e nonna Rosa. Con lei accanto che mi insegna a lavarmi la faccia, davanti a brocca e catino di ferro arrugginito che contenevano l’acqua gelata dal freddo della notte e il sapone Camay che mi scivolava dalle manine intirizzite mentre, davanti a noi, il calore e i sospiri della campagna irpina lentamente sollevavano il loro misterioso velo di bruma. Adoro la bruma. E’ come la prima pagina di un libro stupendo che non vedi l’ora di iniziare a leggere. Sotto la bruma c’è il mondo. Oltre la bruma, c’è il mondo. Nella bruma c’è il mondo. Adoro la bruma… anche come parola. E’ una di quelle parole che io definisco “circolare”, completa. Come le labbra carnose, turgide, dolci e piene di un uomo che ti sta per baciare. Le labbra carnose e morbide di un uomo sono di una bellezza… Uhm… 😦 Lascia perdere. và… 🙂 Torniamo a bruma. E’ una parola bellissima, non trovi? Bruma… Bruma… Bruma… Coltiva le parole belle. Quando le utilizzerai, credimi, la loro bellezza farà parte di te. Vedrai. A me piace molto anche: “elucubrare”. Anche questa è una parola circolare, la vedi? Tutto inizia e finisce con lei. E’ una parola sensuale. Sì, sensuale. Le parole sensuali ti prendono dentro. Ognuno ha le sue, suppongo.

Marò, come ci sono arrivata alla bruma e alle parole sensuali? ‘Ttana Eva… 😦 Back on track, girl!

E mi sono svegliata, sì. E poi ho cercato di alzarmi e l’artrosi al ginocchio mi ha fatto quasi urlare dal dolore. 😦 Non avrò le rughe ma, dentro, il mio corpo si sente un rottame di 115 anni… E vabbè, non si può avere tutto, no? Succede. Conoscevo una che era di un figo assurdo ma, poi, portava il pannolone perché si pisciava sotto a parlare con la gente. Era praticamente una fotomodella. Porella… E conoscevo pure un’altra che tutti se la volevano scopare (e se la scopavano davvero tutti) perché si faceva figa di brutto e tale si credeva, ma poi, dentro, aveva un tumore latrante (sì, latrante come la cagna schifosamente manipolatrice e sfruttatrice che era). Mamma mia, quelle sono le peggiori. Pure da malate e buone, sono bastarde fino all’ultima cellula del midollo. E, sì… io che parlo così tanto d’amore da spargere in giro, a destra e manca come una gentil donzelletta col suo bel cestino di fiori e petali d’affetto, a volte incontro gente di merda che me la mettono nel culo meravigliosamente, proprio come dicevano i Cugini di campagna. Ciononostante, continuo a saltellare, zompando pure sopra di loro con il mio ginocchio artrosico, una volta che il giro con loro, sulla giostra della vita, è finito.

Lasciamo perdere, và… Che invece dei consigli di bellezza, se mi gira il cazzo, dò quelli di stronzacidio.

Allora… Distendo le gambe lentamente e faccio un po’ di stretching. Poi qualche minuto di mudra giusto per rilassarmi e ricordare al ginocchio destro che anche lui fa parte del mio corpo e che tutti gli altri arti non possono sempre stare ad aspettare che lui si svegli e si faccia venir voglia di muoversi senza cigolare. E poi, lentamente, mi alzo e vado in bagno. Il ciclo ha iniziato ad accorciarsi e a sballare. Cheppalle… Non so quando sparerò l’ultimo colpo dalle mie ovaie, ma credimi, ogni volta me lo chiedo. Sarà questa l’ultima volta? Me la ricorderò l’ultima volta? Ci sarà un evento particolare a segnarla? Come ricorderò l’ultima volta? Sarà meglio della prima che fu così traumatica che dovetti andare dal terapeuta per scrollarmela dall’anima 25 anni dopo? Ormai sono ben 41 anni che, come dicevano gli antichi e i bigotti, sono diventata signorina. 🙂 Ho deciso che quando sarò ufficialmente in menopausa, farò una festa. Davvero! E pure con gli inviti! RSVP… 🙂 Signorina, che espressione del cazzo. Laura è diventata signorina il 1 gennaio del 2011. Ricordo ancora il suo urlo di gioia (“Evvaiiiii“) che mamma e io sentimmo arrivare dal bagno, quella stupenda mattina di sole al mare. Le regalai, per l’occasione, un bracialetto nomination che mi costò un occhio della testa e una tuta di cotone nero morbida. Il braccialetto lo metto io… La tuta, lei dice, è più utile. Hmm.. verrà a cercare quel braccialetto quando non ci sarò più. Lo sappiamo. 🙂 Forse, l’avevo comprato per me, non per lei. E’ bellissimo essere donna, credimi. E’ bellissimo vedere che, nonostante la tua esperienza di merda, tu sia riuscita a rendere, invece, la stessa esperienza un momento desiderato e ben vissuto da tua figlia che farà, molto probabilmente, la stessa cosa con la sua e così a seguire. Hai spezzato il cerchio e sei andata oltre, capisci? 🙂 Fautrice di fantastici momenti di “signorinità” da allora in poi per tutte le donne del mio futuro albero genealogico, vuoi mettere? Bellissimo. Non vorrei mai essere uomo. Certe cose, in mezzo alle cosce, lo devo decidere solo io, quando averle. Non so se mi spiego. 🙂

E davanti allo specchio, inizia l’analisi e la cura di bellezza mattutina. Lava la faccia solo con l’acqua. Il sapone ti serve solo quando sei davvero zozza, per la faccia. Sempre per le mani, ma raramente per la faccia. Altrimenti rovini lo strato idrosalamadonnachenonmiricordo come si dice. Quella roba là, inzomma… 🙂 Sorrido. Non so perché, ma mi sorrido sempre, quando sono allo specchio. Forse per darmi forza. Forse perché son pirla e basta. Chissenefrega… Prendo le pinzette che ho comprato a Malta e spunto un po’ le sopracciglia mentre ascolto il silenzio di San Siro addormentato, la domenica mattina. Questo quartiere è bello, dopo tutto. Ti dà sicurezza… Le ultime parole famose: 5oenne uccisa e rapinata a San Siro. 🙂

Poso le pinzette vicino all’olio di Rosa Musqueta. Usalo. Credimi, fa miracoli. Una sera sì e una no, ne metto due gocce pure sul polpastrello dell’indice sinistro. Poi vado intorno agli occhi, le labbra e in fronte e massaggio fino a che ho una patina leggera ovunque sul viso. Poi, a nanna… 🙂 E’ una cura di bellezza da 400€ e la paghi solo due gocce di un flaconcino da 13! 🙂 Sono anni che lo uso. Mentre le mie dita scorrono, leggere, sulle lentiggini che mi accompagnano da sempre, penso a cosa posso fare da mangiare, oggi. C’era uno, una volta, che aveva deciso di baciarmi tutte le lentiggini e i nei… Si fermò alla faccia, dopo aver guardato bene quello che ci stava sotto… 🙂 Mamma mi ha dato l’antirughe naturale, papà le centinaia di lentiggini e i nei che creano costellazioni infinite sul mio corpo. 🙂 Gnocchi alla sorrentina, và… 🙂 mi devo gratificare, porca miseria, per il culo lavorativo che mi son fatta in questi ultimi 5 giorni! L’olio di Rosa musqueta lo alterno alla crema normale. Quella della Oil of Olaz. La meglio crema d’ò munno, credimi ammè! C’è gente che mi regala Vichy e altre porcherie a Natale. Ma io torno sempre da Mr Olaz e alle mie cure semplici ma efficaci. Almeno una volta la mese mi faccio la pulizia del viso con una bella pentola di acqua bollente e i suffumigi. Altro che estetista. Si aprono tutti i pori e, se sei aromaterapica come me, ci metti dentro pure qualche goccia di olio essenziale di lavanda e limone. E’ il paradiso per la faccia e l’umore. Mi sà che oggi pomeriggio me lo faccio, và. Dopo, però, passa sempre un po’ di acqua di rose, mi raccomando, che fa da astringente e rinfresca la pelle. Con dei batuffoli di cotone picchietta leggermente. Vedrai come sarai più fresca. Proprio come ‘na rosa. Ahahahaha che battute del cazzo… 🙂 Ma lo sai che, quando abitavo a Londra, tutte venivano da me una volta al mese a farselo fare? Anche farlo è terapeutico, credimi. Come le scimmie che si spulciano a vicenda.

Mi avvicino un po’ di più allo specchio per vedere se ho qualche punto nero e vedo i capelli bianchi che si affacciano ai lati del mio viso. Dico… è solo nell’ultimo anno che stanno venendo fuori. C’è gente, come mamma, che gli vengono così tardi che ancora ora, a più di 70 anni, ce li ha scuri. Mi piace avere i capelli bianchi, invece. Vuol dire che ci sono arrivata. I fili d’argento… Così li sentii chiamare, anni fa. Mi piacciono i fili d’argento. Mi piace pensare di essermi impreziosita, con l’argento. Stanno venendo fuori tutti d’un botto, ma va bene così. Tu non li tagliare e non li tingere, i capelli bianchi. Non vedo l’ora di vedermi con tutti i capelli bianchi. Sono medaglie della vita, ogni filo d’argento che avrai, lo sai? Curali e vedrai che loro te ne saranno grati. Non fare permanenti o cose varie. Colorali, se ti piacciono i colori, ma non li stravolgere. Un bel balsamo serve sempre. Mamma, quando eravamo piccolini, una volta ce li lavò con la saponaria che avevamo raccolto per strada, a Pozzuoli, per farci vedere che davvero faceva il sapone. Che risate. Vedi? Le cose più semplici sono le più belle…

Torno in camera da letto, dopo aver messo su le lenti a contatto. Guardo le orchidee che ho portato in camera da letto, dal balcone. Ho deciso che la devono smettere di essere in lutto perché mamma me le diede due anni fa. Loro stavano al mare con lei e io le portai nella nebbiosa Milano. Che shock! 🙂 da allora, hanno spigato solo una volta. Le orchidee fanno la vaniglia, lo sai? Voglio dire, una specie di orchidee fa la vaniglia, non le mie… 🙂 E prima le impollinavano solo un tipo speciale di ape. Per questo la vaniglia costa così tanto. Poi, un ragazzino, scoprì che si poteva pure fare manualmente e, da lì, gli uomini impollinarono le orchidee. ‘Sti stronzi…  😦 pure alle orchidee dovevano rompere i coglioni. Ma la natura, dico io?! Vabbè, mò stanno vicino a me. Speriamo che la musica che metto, quando scrivo, gli piaccia. Speriamo che il mio russare non le disturbi la notte. Speriamo che il sole attraverso la finestra le baci con destrezza e amore. Speriamo che non si arrabbino se le ho portate dentro… Che io con le orchidee ci so fare, ma non benissimo… E poi, ci sono io, certo. Una carezza, tra una faccenda di casa e l’altra, sulle foglie lunghe e lisce. Uno spruzzetto d’acqua, oggi pomeriggio. Qualche parola dolce, mentre tolgo le foglie di acetosella che le soffocano, tipo: “Porca puttana… mi dovete dare almeno 6 spighe di fiori pezzati, altrimenti vi spruzzo con il Raid!” 🙂 E che non si dica che non ottengo quello che voglio… ma lo sapremo solo tra qualche mese.. 🙂 E poi… E poi… E poi mò vado a fare gli gnocchi, và!

Un pensiero riguardo “Consigli di bellezza

  1. ciao Rosa, se le vuoi screziate le orchidee o meglio i cimbilium prova a dargli acqua con sciolti metalli come il bario, stronzio, rame, ferro.Li trovi in farmacia come pasticche per coloro che sono anemici.
    Neve dalle tue parti?

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