E mi vieni a cercare

Sai ‘na cosa? La roba che mi fa girare di più le palle è l’incoerenza. Odio l’incoerenza. Nel male e nel bene, ci deve essere sempre coerenza, in questa vita, altrimenti tutto quello che diciamo, facciamo, promettiamo, elaboriamo, pratichiamo è solamente, unicamente, semplicemente fuffa. Fuffa, sì! Come quella polvere grigiastra pseudo-lanetta che sta sotto i letti; la conosci? Ecco, quella roba là che prendi con la scopa, quando fai le pulizie, che preghi non ci sia mai quando ci vai a ravanare e che ti fa schifo solo al guardarla e non vedi l’ora di buttarla mentre ti chiedi come cazzo faccia a formarsi, un giorno sì e uno no, sotto il tuo fantastico letto; glorioso depositario dei tuoi sogni, delle tue illusioni, delle tue colpe e gioie corporali e, la maggior parte delle volte, della tua esalazione finale. Già… Popolo di grandi predicatori, siamo noi italiani. Grandi predicatori che razzolano malissimo, però. E non dico tutti, ma sicuramente il 99%. E’ facile dire: Rosa è stronza, Rosa è accentratrice, Rosa è prepotente, Rosa è aggressiva, Rosa è insensibile, Rosa è senza tatto, Rosa è nazista, Rosa è incapace di chiedere scusa, Rosa è tutto il male che voglio pensare di una persona, così sto bene con la mia anima sporca che non si lava nemmeno con il Dixan a 50mila gradi. Mi chiedo, però… e allora, se son davvero così stronza, tu che cosa ci vieni a cercarmi qua a fare?

Già… Rosa è stronza. Facile dirlo, sai perché? Perché non ho mai dimostrato di essere diversa. Semplice: quando son stronza, son stronza. Quando non lo sono, non lo sono. E posso essere sia stronza che non e lo so e lo dico. Questa è la differenza tra me e te. Io non mi preoccupo di far vedere che sono una figa integerrima e onesta quando non lo sono. Tu sì. Questa era la cosa che, alla fine della fiera, volevo scrivere nell’ultimo post e poi, come al solito, ho sbordato e non ci sono riuscita. Mò, invece lo scrivo, che mi son proprio scocciata di questo comportamento davvero vergognoso.

E lo so che mi vieni a cercare. E “lo so” vuol dire proprio che lo so, capisci? So che vieni qua a cercare i miei occhi che entrano nei tuoi occhi, a nutrirti delle mie parole che si arrampicano, mentre le sussurri lentamente nel tuo cervello, sulle tue labbra per poi scivolare, lentamente, nella tua bocca avvolgendosi, languidamente, attorno al tuo cuore e scaldarlo di me; di quello che ti accontenti di me; di quello che riesci a nutrirti di me, da lontano, senza (così pensi, scioccamente) farti vedere. Quel cuore che fa finta di non volerne sapere di me. Sì, fai finta. Ipocrisia, incoerenza… quello che vuoi tu. Sai una cosa? Dovresti vergognarti. E non perché fai una cosa di nascosto che ti dà piacere. No, di quello no, perché lo facciamo tutti ed è bello e giusto, quando succede, altrimenti che vita sarebbe, sempre tutto alla luce del sole. Dovresti vergognarti, invece, perché fai finta che non la fai. Perché fai pensare di non aver bisogno di me e poi… mi vieni a cercare. Una, due, tre, quattro, decine di volte. Vergognati. Così è facile. Così è troppo facile. Così è da vigliacchi e a me i vigliacchi proprio non piacciono. E tu non mi piaci proprio. Proprio no. Non più. Da vigliacchi non si può più far parte della mia vita.

Sono coerente e ne sono fiera. Prove, mai come ultimamente, di questa cosa ne ho avute a iosa. Prove fantastiche che mi hanno dato cose fantastiche da persone fantastiche che sono coerenti tanto quanto me perché hanno capito cosa importa veramente. Tu.. quelli come te, no.. Io sono coerente e chiedo coerenza, anzi, se proprio la vogliamo dire tutta, ESIGO coerenza. Sei uno che si dichiara stronzo? Comportati da stronzo. Sei una che si dichiara buona, generosa e amorevole? Comportati da buona, generosa e amorevole. Non lo fai? Allora, sei una stronza. Non sei quello che dici di essere, dunque, non sei coerente. Questo è. Niente di più e niente di meno.  Ah sì… dimenticavo. Rosa è stronza perché per lei o è tutto bianco o è tutto nero. Ma dimmi qualcosa che non so, per favore. Sai cosa penso? Che mi sono stancata di nutrire te e quelli come te. Penso che so che cosa penserai, tra le tante cose: “ma questa qua, chi cazzo si crede di essere?”… Beh, sono Rosa… quella che fai finta di non averci niente a che fare, ma la vieni a cercare. Quella che hai sacrificato in nome di una tua crescita e dignità personale, ma la vieni a cercare. Quella che non è degna di stare al tuo fianco, ma la vieni a cercare…

E mi vieni a cercare. CI SI DEVE VERGOGNARE DI VENIRE QUA, DIVERSAMENTE DA QUELLO CHE SI PREDICA O SI FA SEMBRARE DI FARE, LO SAI? Come i preti che, di notte, andavano al bordello… Questo fai. Come le donne che nascondono le bottiglie di liquore nella vaschetta dell’acqua del water, questo fai. Fosse l’ultima cosa che ti dico, attraverso questo blog dove, incessantemente, mi vieni a cercare, la devi imparare una volta per tutte, porca eva distratta dalle foglie di fico, che qua non c’è più nulla per te e quelli come te che agiscono così, nei miei confronti. Nulla più ci sarà per te. Da ora in poi, nulla di questo blog sarà per te. Leggilo bene, questo.

Con chi sto parlando? Con te, Rino. Con te, Elsa. Con te, Sabrina. Con te che non so chi sei, ma so che ci sei. Con voi che, io so, io so, io so (e non me la sto inventando) venite ancora qua a cercarmi quando, da fuori, fate i fighi che nulla hanno più a che vedere con me peché di me non ne vogliono più sapere. Falsi, ipocriti e incoerenti che siete. Non mi venite a cercare. Non vi venite più a nutrire di me. Non lo fate. Non lo fate perché non siete coerenti. Non lo fate perché, più lo fate, più vi dovreste vergognare. Non lo fate perché io non lo faccio e non lo voglio fare. Non vi vengo a cercare e non vi voglio cercare. Non lo voglio fare perché non mi sono mai vergognata di quello che sono e di quello faccio. E mai me ne vergognerò.

Voi, invece, in questo momento, sì.

Un pensiero riguardo “E mi vieni a cercare

  1. Ciao, Rosa.
    Sono Antonio Stellato.
    Ho letto per caso il tuo post, che mi ha veramente commosso! Ti ringrazio, non credevo proprio di meritare tanto!
    Che fine ho fatto? Non lo so, esattamente..! Sono in pensione, dopo molti anni di insegnamento a Ragioneria e al Liceo. Le tue parole mi hanno dato molto, perché ultimamente sono forse un po’ troppo duro con me stesso. Penso, infatti, a tutto quello che avrei potuto dare in più ai miei ragazzi, soprattutto amore. Dei gravi problemi personali mi impedivano, infatti, negli ultimi anni quella totale disponibilità necessaria per essere un ottimo insegnante.Comunque, a mia parziale discolpa, posso dire di avere sempre rispettato i miei studenti come persone, senza mai giudicarli e aiutandoli in tutti i modi. Dimmi solo il tuo cognome, per aiutarmi a ricordare e, se vuoi, qualcosa di te. Io oggi sono abbastanza sereno, coltivo quasi a tempo pieno i miei hobbies legati al mare – mio grande amore ( vela, pesca, canottaggio, nuoto, ecc.).
    Un caro, carissimo saluto e augurio per ogni bene nella tua vita.
    GRAZIE ancora delle tue bellissime parole, Antonio

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