50 anni

Devo essere onesta. Mi aspettavo qualcosa di più. Mi rendo conto che questo blog non è più una telecronaca delle scoperte che si fanno nella vita. Negli ultimi anni è diventato un diario. Ho sempre tenuto diari. Poi, tra il fatto che Marco li andasse a spiare e leggere e usare contro di me e il fatto che è più facile e veloce scrivere con la tastiera, ho iniziato a raccontarmi piano piano, qua. Lui non è mai venuto su questo blog, pur sapendo che esiste. Pensa che è tra i miei contatti di Facebook e che pubblico i link di questi articoli là, ma mai ha letto. Questo ti fa capire molte cose. Scrivere, comunque, scrivo. Certo, potrei farlo anche su un qualsiasi word e tenermi tutto per me, in un documento salvato con mille password, ma mi viene in mente mia suocera che ha scritto su quadernini a quadretti fino a pochi mesi fa e che ha detto che prima di morire brucerà tutti i suoi diari perché vuole che nessuno li legga. Se ci arriva a ricordarselo, aggiungo. Ora è paralizzata su una sedia a rotelle. Delirante un po’ sì e un po’ no. Con una badante singalese (lei che era di un razzista politically correct) che le pulisce il culo e che le cucina il curry invece della minestrina in brodo. Mi sono chiesta, allora, che senso ha scrivere tra te e te e non condividere con alcuno? Già non parlo da sola abbastanza? Che utilità ha? Davo un nome ai miei diari, quando ero ragazzina. Uno, se non ricordo male, lo chiamavo Kenneth. Boh, chissà perché.

Dovessi scrivere del mio cinquantesimo compleanno, direi che mi aspettavo di più. Eppure, di cose da cinquantesimo ne sono successe. Ma tutte, diciamocelo, organizzate da me. E non era così che avrei voluto. Mi sono presa il giorno di ferie e mi sono andata a fare un massaggio ayurvedico da due ore che è stato molto bello solo perché avevo deciso che così doveva essere. E così è stato. M’avesse pure preso a bastonate, avrei detto che era bello, tanto desideravo stare bene. Poi, nel pomeriggio, sono andata a mangiare la torta con gli ammalati di Aids dove faccio volontariato. Lo sapevo che, se non avessi fatto così, saremmo state solamente io e Laura. L’ho capito quella sera, quando siamo tornate a casa dopo aver cenato con loro. Dentro di te, fai le cose che sai che il tuo conscio non ammetterà mai, ma le fai.

Tre giorni prima Laura mi aveva organizzato una cena a sorpresa all’indiano con 5 amici dello scrabble. Vedi… non è che non sia stata contenta, è che ho capito che ha fatto quella cosa perché io le avevo rotto le balle più volte nei mesi prima, dicendo che nessuno avrebbe mai organizzato una festa a sorpresa per me, perché a nessuno importa di me. L’adolescente egoista non si occupa di pianificare una festa a sorpresa per il genitore se non gli viene chiesto. Hanno altro da fare, loro… Poverina, mi ha detto che ha contattato un sacco di gente (colleghi, amici, parenti) e, alla fine, c’erano i cinque amici dello Scrabble. Chi per una ragione, chi per un’altra, non c’era. Me la immagino. Poveretta, temere di vedermi delusa e sbattersi per una madre cagacazzo che sa già che nessuno le farà nulla per i suoi 50 anni. Alla fine, sai, se rompi tanto i coglioni, indirettamente, le cose le ottieni. E sono stata infinitamente grata ai quei cinque amici (di cui due si sono pure portati dietro i compagni) per essere stati là, per me, quella sera e per aver pensato a me, ma… non era proprio quello che avevo tanto sognato, da tanto tempo. E’ stata una bellissima sorpresa, certo… ma una sorpresa dolce amara. Non c’era nessuno della mia famiglia o della mia vita fatta di questi 50 anni. Mia sorella, per non dimenticarselo e per essere sicura che mi arrivasse il regalo, me lo ha fatto avere un mese prima e via così. (Questo compleanno è stato il compleanno anticipato. Il suo non è stato l’unico regalo anticipato.) Mio fratello non mi parla da anni, figurati farmi gli auguri per il 50 anni. L’altra mia sorella mi ha mandato tante emoticon su WhatsApp e via pure così. Papà mi ha chiamato due giorni prima, che tanto non se lo ricorda mai quando sono nata, e mamma mi ha chiamata alle 8 di mattina, prima di portare il cane a pisciare, così mi ha detto. Questo è stato quello che mi hanno dato loro per il mio cinquantesimo. E vabbè, che ci posso fare…

Queste cose multimediali ci hanno rovinato. E’ così facile scrivere: “Tanti auguri!!” su Facebook o WhatsApp e lavarsi, così, facilmente l’anima da qualsiasi senso di colpa. Gli auguri te li ho fatti, che cazzo di altro vuoi di più? Già… 😦 L’ho fatto così tante volte pure io…

Io ci tengo davvero ai compleanni. E’ una cosa che mi sta troppo a cuore. Quando Marco compì 50 anni, stetti mesi e mesi a lavorare su un filmino con tutte le foto da quando era nato e poi gli feci una festa a sorpresa con tutta la famiglia a casa. Lui, per i miei 50 anni non mi ha nemmeno fatto gli auguri. 😦 E pure questo ti dovrebbe dare da pensare. A Laura, ogni anno, faccio una festa particolare. Per il suoi 16 anni, l’anno scorso, ho messo la casa sottosopra e le ho fatto una sorpresa bellissima. Sai cosa fai quando festeggi il compleanno di una persona? Gli dici che sei felice che sia nato. Che benedici il giorno che è nato perché hai avuto la fortuna di incontrarlo. Perché se non fosse nato la tua vita avrebbe avuto qualcosa di meno. Perché lo vuoi ringraziare di far parte del tuo cuore, della tua vita, della tua anima. Questo fai.

In ufficio? Niente… due piante, un palloncino e un pranzo con 6 colleghi dove ognuno ha mangiato il suo e s’è pagato il suo, il giorno dopo il mio compleanno… Non so…

Pensavo che sarebbe stata una settimana fantastica, quella dei miei 50 anni. Mi aspettavo fuochi d’artificio, missive piene di passione e affetto. Invece, ho scoperto di avere 4 noduli alla tiroide che è impazzita, l’helicobacter pylori che infesta il mio intestino, una grave carenza di vitamina D, ho ricevuto un DVD da Elsa senza nemmeno una parola, Rino non si è fatto sentire (ma è venuto a curiosare sul blog di nascosto), e uno che era tornato dal mio passato, che pensavo sarebbe stata una bella e sincera amicizia, si è rivelato solo un grandissimo porco senza remore in cerca di sesso online.

Caro Diario, chettedevodì…? Che è meglio che aspetti il cinquantunesimo, non si sa mai e se mai ci arriverò.

O che forse mi chieda perché, per una data così importante, non c’è stato nessuno accanto a me a parte mia figlia, 5 amici dello Scrabble e molti messaggi multimediali da lontano (sia dal cuore che dall’anima).

Forse perché sono una stronza da tre soldi che si è fatta terra bruciata intorno, a casa, in ufficio e nella vita dicendo sempre quello che pensa ed essendo sempre coerente. Forse perché non mi merito di meglio ed è già tanto quello che ho avuto. Forse perché sono una che vuole troppo e non avrà mai nulla. Perché, come si dice, chi troppo vuole, nulla stringe, giusto? Forse perché do troppa importanza a certe cose. Forse perché a nessuno gliene frega una mazza abbastanza più di quello che mi hanno dato, perché ognuno ci ha i fatti suoi da pensare e io non sono e non sarò mai una priorità per nessuno, in nessun caso. Certe cose, alla fine, uno se le deve dire.

Forse perché, per l’ennesima volta, ho fatto un grande errore. Ho misurato con il mio metro. Stronza, certo, ma non fino a questo punto. L’unico errore che ho fatto è stato di misurare con il mio metro. Io non avrei fatto così. Io avrei fatto… blah, blah, blah… è questo il problema. Se una mia collega avesse compiuto 50 anni, altro che palloncino e pianta… Se mia sorella avesse compiuto 50 anni, altro che emoticon su Whatsup. Se la mia amica avesse compiuto 50 anni, altro che un DVD pseudo-anonimo mandato tramite Amazon senza nemmeno un: “tanti auguri, stronza di merda che non sei altro”. Io vado sempre oltre, pure con il mio metro.

Una cosa, però, la devo dire, oltre a tutte quelle che ho già vomitato… La sorpresa più bella sai quale è stata? Quella dei malati di Aids. Si erano sbagliati di data (tell me something I don’t know) e, esattamente una settimana prima, mi hanno regalato un mazzo di fiori semplicemente stupendo. Ho quasi pianto per la gioia. Niente di speciale, vedi? Solo un mazzo di fiori, inaspettato, regalato da gente che, sicuramente, ha altri cazzi in testa a cui pensare che il mio compleanno e, invece… Forse, a loro, ho dato qualcosa che merita un mazzo di fiori a sorpresa… Forse.

Sì, ripensandoci, posso anche essere una stronza emotiva e posso pure versare qualche lacrima rendendomi conto che a quasi nessuno gliene fotte una pippa secca dei miei 50 anni, che ormai sono venuti e se ne sono pure andati. Questo è il fio che devo pagare per essere quella che sono. Cambierò? NO. No, perché preferisco essere come sono e avere un mazzo di fiori dai malati di Aids, che non li ha obbligati nessuno. E se agli altri non gli viene in mente, beh, forse è arrivato il momento.

E’ arrivato il momento che io diventi davvero una stronza con i contro-fiocchi perché, forse, la psoriasi, la tiroide impazzita, la cervicale muscolo-tensiva, la carenza di vitamina D, l’helicobacter pylori sono segno di una sola cosa: io mio preoccupo per gli altri facendomi venire tutte le cose di cui sopra, per preoccuparmi di loro, per aiutarli, per consigliarli, per supportarli, per esserci per loro sempre (e questo nessuno dei summenzionati potrà mai negarlo), ma agli altri non gliene fotterà mai una emerita minxxxx di me.

4 pensieri riguardo “50 anni

  1. Rosa, il tuo commento mi ha colpito.
    Penso che tu abbia ragione sul fatto che sia giusto rimanere la rompicoxxx che sei e che dagli altri non ci si debba mai aspettare nulla o quasi. Perlomeno mai pensare che sarai ripagata nella stessa misura con cui ti impegni quando fai del bene.
    Una cosa importante è che tu abbi cura di te, perchè e giusto bisogna mettere i figli o chi ha più bisogno nelle nostre priorità ma occorre pensare anche al proprio benessere fisico e mentale per vivere meglio insieme agli altri.
    Comunque buon compleanno, e vivi i tuoi prossimi 50 con uno spirito migliore perchè sei una bella persona.
    PS: Si scrive WhatsApp
    Marco

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  2. Ciao. Mi è piaciuto il modo di definire il tuo Blog/Diario…la vedo così anche io… Ho apprezzato anche la tua schiettezza nello scrivere….ce ne fossero di donne così… …permettimi di dissentire solo su una cosa: non diventare str**a solo per reazione…perché ci sarebbe una persona buona in meno…ed anche se a molti non frega…c’è sempre qualcuno che ci perde e pagherà per gli altri… Io vorrei conoscere una persona che festeggia i compleanni degli altri come fai tu…forse perché al mio non ho mai dato importanza vivendo fuori…e non ti nascondo che ho provato un pò di invidia.

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    1. Ciao Reuben, hai anche tu un blog? Si può leggere? Grazie per i complimenti, è raro trovare persone che apprezzano veramente la schiettezza. Molti lo dicono ma, poi, nella realtà, trovano difficile affrontare le opinioni degli altri (per quanto giuste o errate possano essere). Prometto di non diventare stronza… 🙂 lo sono già… 🙂 ma sono una stronza buona. 🙂 Dimmi quando è il tuo compleanno che, magari, si può festeggiare bene anche da lontano! L’ho fatto tante volte! 🙂 il mio indirizzo email è: rosa.p@tiscali.it un caro saluto!

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