Analisi fortuitamente corporale

Alla fine, sai, mi reputo una persona davvero fortunata. Voglio dire, l’ho sempre detto. Chiunque mi conosca bene sa che, prima o poi ho sempre detto questa cosa: “Potrei morire ora, per quanto amore e cose belle e brutte ho dato e avuto, nella vita.”L’ho detto 20 anni fa (e non sono ancora morta…) e lo dico ancora ora. Ne ho viste tante, sai… Ma sembra che il Signore abbia deciso che non sono ancora abbastanza.

Mi sveglio dopo aver sognato di aver trovato un uomo che mi ami e che io ami e basta. Lo sto facendo spesso questo sogno. Il libro dei sogni dice che vuol dire che presto lo troverò.

Non so se sia vero oppure no. A me basta sognare. I sogni ti portano lontano e a me piace immensamente sognare. E sono sogni belli, questi… Chi è il pirla che li rifiuterebbe? E, comunque, lo so che sono sogni che riflettono il mio desiderio di avere accanto un uomo che mi ami e basta e che io ami e basta. Sembra così facile, scritto… Mi alzo dal letto più stanca di quando mi ci sono sdraiata, 8 ore fa. Sarà la carenza di vitamina D. Vado in bagno e mi guardo allo specchio. Capita anche a te di guardarti allo specchio e di sentirti, invece, qualcun altro? Voglio dire, io mi vedo, certo, ma se non mi guardo allo specchio e se mi “immagino”, non mi vedo con questo corpo, questi capelli, queste mani, queste gentili rughe (sì, gentili perché si affacciano timidamente sul mio volto che proprio non li dimostra questi 50 anni così tanto festeggiati). Non mi immagino una gran figa, bada… 🙂 E’ solo che mi sento qualcun altra. “So” dentro di me che non sono questo corpo. E’ una sensazione assurda, lo so… E mi piacerebbe tanto non essere sola nel provarla. C’è qualcuno, là fuori, che prova la stessa cosa? Come sono? Non lo so. Per assurdo, credimi, non sono corpo. Ecco, so di non “essere” un corpo. Questo so. So che “non sono” un corpo e non perché neghi il mio fantastico corpo da pin up con una settima coppa D, ma perché mi sembra di “andare oltre”. Vabbè…  Ti sembra una stronzata? Sì, magari lo è e questo è solo il primo sintomo di demenza senile con una certa percentuale di dissociazione psicofisiologica, chennesai?. 🙂 Ad ogni modo, sono fortunata, lo so. Guardo queste ciglia che non ingrigiscono ancora e le arcuo facendo la faccia imbronciata. Rido… 🙂 pensando che sembro proprio una pirla… Sì, quella riga tra le sopracciglia è una riga. Sta là da tanto tempo… Chi ha detto che si muovono meno muscoli a sorridere? Ma è proprio vero? Vabbè… Il sole, che mai prendo perché sono una geisha e ci tengo al mio bianco latte, si è steso sulle mie guance, mentre pulivo il terrazzo della comunità e, sorpresa delle sorprese, ecco le lentiggini di quando ero ragazzina… 🙂 qualcuna è apparsa perfino sui lati del naso… Mi faccio una carezza sulla gota. Non la tiro, non c’è bisogno. Mi guardo gli occhi. Papà dice che ho preso il verde scuro suo. Mamma dice che sono castani. Io dico che d’estate tendono al verde e d’inverno al castano. Nulla di più, nulla di meno. Questi occhi che spaventano la gente quando non parlo e li guardo e basta. Papà mi diceva di non guardarlo in faccia, quando mi prendeva a cinghiate. Io non piangevo. Lo guardavo e basta. Marco mi diceva di non guardarlo “con la mia faccia di merda” dopo che avevamo litigato e mi augurava tutto il male del mondo. Il mio capo, una volta, mi disse che potevo guardarla in tutte le maniere, ma non in quel modo là. Mah… Mi strofino gli occhi e scendo con le dita sulla bocca. Scommetto che ti stai umettando le labbra. E’ automatico. Appena dico “labbra”, me le umetto. Adoro i rossetti e i lucidalabbra. Ne ho a decine e sparsi ovunque…. borse, bagno, tasche di cappotti. Labbra morbide e non troppo carnose. ‘Na roba normale, direi. Bene… loro stanno apposto. 🙂 Alcune lentiggini si affacciano proprio sull’orlo del labbro superiore. Penso a una cosa stupida e cretina e romantica e vergognosa e da scomunica… Penso che se fossi un uomo, se fossi il mio uomo, mi avvicinerei alla mia bocca e sussurrerei… “Hmmm, ma lo sai che hai proprio un bel po’ di bellissime lentiggini!? Ma se io le baciassi una ad una? Ora?” 🙂 Che mi risponderei? 🙂 Ah… Beh, conoscendomi direi: “Ambè, ma io ho una marea di lentiggini dappertutto! Perfino in posti che non si immaginano! Inizia pure da qua che poi ti dico dove stanno le altre!” 🙂 Già… Magari… Sono una persona molto fortunata perché sogno. Sogno di me, con me. Questo mio corpo che non sento mio, ma che ho solo preso in prestito da chissà quale negozio universale, mi sta iniziando a dire che bisogna curarsi un pochino di più. Torno a letto e mi sdraio di nuovo perché sono le 6. Ho ancora tempo. Tempo per me. Lo stomaco borbotta… Ah, caro Elicobacter… E allora, inizio a fare il conto. ‘Sta gran fighezza di corpo, se iniziamo dai piedi, ne ha di cose da dire. Facciamo un po’ ‘sto conto, và!

Unghia dell’alluce destro: ci cascò una mensola tre mesi fa e ho ancora il livido

Ginocchio destro: artrosi galoppante

Polpaccio sinistro: cicatrice da 25 punti per operazione da rottura di tendine di Achille abilmente ottenuta facendo una magica schiacciata a pallavolo la sera dei finali dei mondiali di calcio del 2006.

Pube: cicatrice invisibile del cesareo (pegno d’amore di mia figlia).

Lato basso destro addome: cicatrice appendicectomia. Il medico consigliò mamma di non farmi fare mai più l’anestesia totale perché il farmaco mi faceva fare cose bruttissime, tipo: strappargli il camice e urlargli le cose più vastase del mondo. Volevano chiamare un esorcista, ma era impegnato… 🙂

Lato alto destro, centrale e sinistro addome: cicatrici da asportazione della cistifellea per calcolosi. Voglio dire, ma perché il medico si incazzò quando gli chiesi di vedere i miei calcoli? Ma mica li possono buttare così, per niente, senza farmeli vedere, no?!?

Tratto gastrointestinale: una fantastica batteria di Helicobacter Pylori che presto farà la fine dei tracchi, come si dice a casa mia, con la relativa terapia eradicante… bastardi. 😦

Seno: 3 tumori benigni di cui un bastardo che non si sa se sia davvero benigno oppure no perché si nasconde tra la parete toracica e la mia settima coppa D ed è difficile da cuccare in biopsia.

Gola: la mia fantastica tiroide, farfallina ghiandolare del mio cuore, ha deciso di fare la stronza e, ora, mi ritrovo a prendere, ogni mattina, un farmaco per l’ipotiroidismo… Vabbè, life’s a whore…

Braccio destro: cicatrice da 20 punti per quella volta che volevo menare mio fratello che mi stava strappando i libri e detti un pugno nella porta di vetro dietro la quale lui si era chiuso a chiave. Stronzo.

Gomito destro: se guardi bene, ci trovi una puntina da disegno che Enrico Liguori mi ci ficcò quando litigavamo al liceo. Ma come mai non si è mai sciolta?!? Bizzarra ‘sta cosa! 🙂

Pollice destro: mezzo centimetro di polpastrello portato via (e mai ritrovato/cresciuto) quando lavoravo a Londra, nel delicatessen di Pascale e, invece di tagliare il prosciutto di Parma, mi tagliai il dito… 🙂 cheggranpirla!

Unghie: striature verticali = grave carenza di vitamina D e via con il dosaggio a 100.000 al mese per tutta la vita… 🙂 figa che sono…

Torno alla faccia: di notte metto il byte perché soffro di bruxismo da pochi anni… e poi sono miope e presbite con le lenti a contatto.

Marò, mò che riguardo tutta ‘sta lista, mi vien da pensare che la donna bionica, paragonata a me, è una pippa! 🙂 E ho solo 50 anni! Sto ridendo… sto ridendo. Sì, devo proprio dirlo: sono una persona davvero fortunata! Davvero, e non scherzo!

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