Degli eterei affetti

Appartengo alla generazione di mezzo. Appartengo a quella generazione che, per confermare l’acquisto di 20 mazzi da 12 di rose rosse a un cliente in USA, usava il telex (ebbene sì, ho pure usato il telex, per lavorare…). 🙂 Appartengo a quella generazione che ha scritto fiumi di parole con le penne a sei colori grosse come un vibratore che, poi, alla fine funzionava sempre solo il blu che a me, come colore per scrivere, fa un po’ cagare… meno quello della Bic, però. Quello della Bic è un bel blu. Appartengo a quella generazione che a Natale scriveva la letterina a mamma e papà su fogli i cui margini erano delicatamente avviluppati in altrettanto delicati richiami natalizi e sui quali erano incollati milioni di brillantini che finivano dappertutto quando papà faceva finta di non sapere che cosa era quella cosa che gli avevamo nascosto sotto il piatto e tutti ridevamo. Ho ancora una di quelle letterine. Scrivo a mamma “non farò più la cattiva”. Mi chiedo… ma quanto cattiva può essere una bambina? Direi mai, secondo il mio parere. I bambini non sono cattivi. I bambini sono bambini e frutto di quello che i genitori gli fanno vedere. Non divaghiamo, Parrella…. 😦

Appartengo a quella generazione che crede nell’amica del cuore e nelle amiche per sempre. Già. 😦 Quante inculate mi sono presa con ‘sta storia dell’amica del cuore e dell’amica per sempre. Esiste? Sì. Esiste davvero. Ne esiste una per ogni stagione del cuore. Il mio cuore ha avuto decine di stagioni e chissà quante ancora ne avrà. Che stanchezza, però. Ecco, questo è il mio problema. Sono una pigra per principio. Quale principio? Il principio cà nun teng ‘a forza ‘e me rompere ‘e palle ‘e ì a cercà le amicizie. Le aspetto. E’ così: sono pigra pure nelle amicizie. Mi nascondo dietro il velo del “credo nel destino e nella fatalità” e non me le vado a cercare. Perché faccio così? Perché faccio bene, credimi… 🙂 Finora, nel bene e nel male, ho avuto il meglio di quello che si poteva avere, ne sono sicura. Non rimpiango nulla, nulla, nulla. Ricordo Carmela, Cecilia, Fabienne, Tiziana, Stefania, Mar, Maryline, Anna… Tutta gente che ho abbracciato, con cui ho mangiato, bevuto, pianto e riso e il cui profumo rimane impresso tra le pieghe delle carte veline nelle quali, quando mi feriscono, ci avvolgo il mio cuore fino a quando non si risana. Dare il proprio cuore a qualcuno è un grandissimo atto di coraggio. Aprire la propria anima a qualcuno lo paragono al correre sicuri attraverso una galleria e arrivare, sempre correndo, alla fine di questo tunnel rendendosi conto che, proprio là, c’è uno strapiombo che più profondi non ce n’è. E’ in quel momento che devi decidere se continuare a correre o frenare come Bip Bip e tornare indietro. Frenare o continuare a correre sperando che, tuffandoti nello strapiombo, arriverai, poi, ad atterrare agilmente su un morbidissimo e profumatissimo prato. Ecco, la maggior parte delle volte sono atterrata su un prato. Poche volte, ma fottutamente buone, sono caduta in un mare di merda. E vabbè… il volo, però, è stato bello e mi ero portata il salvagente, ‘fanculo! 🙂 Sono una previdente, io. 🙂

Beh, ora succede che, io che sono una di una generazione come quella mia, mi trovo ad avere molte amiche delle quali non sento il profumo e che non ho mai abbracciato, se non virtualmente. Com’è? Ecco, direi che è diverso, ma non per questo meno importante. Penso che, a un certo punto di queste mie passate reincarnazioni, ho conosciuto così tante anime come la mia che, ora che le devo ritrovare e le devo “rivivere”, mi arriva in aiuto internet. Da pigra, anche in questa vita, continuo a dire che aspetto che il destino me le faccia conoscere. E così è stato. Ci sono persone, nella mia vita, che non ho mai abbracciato; persone che non ho mai “usmato” come dico sempre io; persone che non ho mai guardato fisicamente negli occhi, ma che è come se lo avessi fatto più e più volte. Sarà che sono una che non vuole tenere dentro niente perché non voglio sprecare tempo a nascondere me stessa e, dunque, mi vedono bene (soprattutto anche attraverso questo blog), ma è una cosa davvero bella avere questi “eterei affetti” che tanto eterei non sono. Tutta colpa di un blog. Chi l’avrebbe mai detto che, aprendo questo blog, avrei riso e meditato e pensato e parlato con così tante belle persone anche al di fuori di questo blog? E sono persone vere e proprie. Persone che conosco grazie a Facebook e, ancora prima, grazie a questo blog. Devo ringraziare questo blog per avermi fatto conoscere Eleonora (la filosofa dell’anima), Monica (la maga del cuore), Carola (la fotografa della vita) e Ignazio (l’avvocato di tutto il resto del mondo). Persone fantastiche alle quali spero di aver dato qualcosa e che a me danno tanto, con la loro presenza. E cosa dire di Facebook che mi ha fatto conoscere persone splendide che, probabilmente, mai incontrerò, ma che so che mi sono vicine come Elvira e che mi vengono a leggere anche qua come l’unico affezionato lettore di Manzoni? O che, come Anna, mi danno preziosissimi consigli di botanica? Gente preziosa, questa, che, se anche non abbraccerò mai fisicamente, in realtà, lo sanno, le abbraccio con cuore e anima ogni volta che ci si “incontra” tra un like, un commento, un post, una condivisione o Dio sa cos’altro online. Eterei affetti? Non lo so. Affetti, sì. Amicizie, sì. Eterei? Hmm… Persone, sì. Persone che, comunque, ci sono anche se non ci sono fisicamente, non so se mi spiego. Persone preziose che mi sostengono e che spero di sostenere anche io, nel mio piccolo, se posso. Magari anche solo con le mie parole da tre soldi. Magari no. Però ci provo. Con loro, per loro, mi sono tuffata nell’abisso e, finora, devo dire che sento solo profumo di fiori e che l’atterraggio è stato morbido. Poi, quel che succederà, succederà.

Ecco, è successo questo: con loro, una come me che pensava esistesse solo l’unica amicizia del cuore, si è ritrovata ad averne più di una. E ognuna più particolare e diversa dell’altra. Tutte, però, ugualmente forti e presenti nel mio cuore. Perfino quelle che ho abbracciato e non vedo così spesso come la “Guida per esperti ed unici amici del cuore” vorrebbe, sono altrettanto forti. Quelle persone che, magari, vedo ogni tanto, sono diventate, grazie a internet, delle presenze costanti che mi riscaldano il cuore. Tipo le amiche dello Scrabble come Daniela, Margherita, Anna, Marina, Mirella. Ci sono. Con internet vedo che ci sono. E non è roba da poco, credimi. Esserci, voglio dire. Esserci è importante. Anzi, diciamo che è vitale. Soprattutto in questi tempi che tutti si va ovunque e nessuno rimane “dentro”. Sapere che qualcuno c’è, è importante.

Comunque, alla fine, sai cosa ho capito? Ho capito che chi trova un amico (o un amore) su internet, certe volte trova delle gran merde la cui puzza, se apri bene le narici (sia del naso che dell’anima), si può sentire anche a migliaia di km di distanza, non importa se mai li incontrerai. Altre volte, però, non trova un tesoro. Trova qualcosa di diverso e, forse, molto, ma molto meglio. Questo, almeno, è quello che ho capito. Voi, a volte, siete meglio. Questo articolo, dunque, è per voi. Per voi che ho nominato e per voi che non ho nominato (non vi offendete se non vi ho nominato… sono pigra pure in quello). Per voi che non incontrerò mai e che mai sentiranno la mia puzza. 🙂 Che vi avvolga, in questo momento che state leggendo, il calore del mio più caldo e forte abbraccio profumato di rosa. 🙂 Per voi, solo un “grazie”. Grazie, semplicemente ed unicamente, per “essere ed esserci”.

2 pensieri riguardo “Degli eterei affetti

  1. Per l’ennesima volta mi commuovi.
    Ma questa volta di più, forse sto invecchiando.
    Ho 20 anni più di te e anche io sono della generazione delle amiche del cuore. Ne ho avute tante e qualcuna è rimasta, e ne sono arrivate di nuove. E’ importante mantenere sempre il cuore aperto e disponibile e coraggioso, accettare il rischio di nuove esperienze, in ogni campo, amicizia e amore. Ne vale sempre la pena. Anche se ne ho pagato il prezzo, rifarei tutte le mie esperienze e le mie scelte. Mi hanno maturato, mi hanno fatto crescere, diventare la persona che sono ora.
    Se posso permettermi una raccomandazione, da nonna, continua sulla strada intrapresa, non cambiare, ti prego, sei vera, diretta, onesta e speciale.
    Buon vento cara.

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