False testimonianze

Bizzarro, quanto possa essere fuorviante una fotografia. Bizzarro quanto una fotografia, con la sua falsa testimonianza, ti possa far sembrare qualcosa che non sei o che non ti senti di essere. Due son le cose: forse ho imparato a non far vedere come sto dentro oppure non so più nemmeno io come sto. Ho messo su Facebook queste fotografie e tutti hanno detto che si vede che sono felice e serena.


Mi vien da ridere. 5 fotografie che praticano l’atto di falsa testimonianza. Testimoniano il falso. Pensare che le avevo postate proprio e solo perché, guardandomi allo specchio del bagno dell’ufficio, mi ero detta: “Embè, Parrè, nonostante tutto, cesso nun sì!”. No, cesso no di sicuro. Ma nemmeno felice, quello pure, no di sicuro. No. Tranquilla? Nemmeno. Non lo so come sto o come mi sento. E’ come se fossi in stand-by. Come se sapessi che sta per succedere qualcosa ma non so cosa e perciò, aspetto e basta. Non so… So solo che veleggio come un catamarano senza equipaggio in un mare apparentemente tranquillo sapendo che può diventare una maledetta tempesta da un momento all’altro. Mi barcameno cercando di non far vedere a me stessa come sto. Sì, forse è questo. Sto cercando di nascondere a me stessa come vorrei davvero sentirmi, ma non posso per una miriade di ragioni. Mi meraviglio di questa capacità. Una volta Rino mi scrisse qualcosa tipo: “Mi guardo allo specchio per vedere se la mia faccia è cambiata. Ho paura che si veda che sono felice…”. Perché si dovrebbe aver paura di essere felici? Quanto siamo capaci di far vedere che siamo o non siamo felici? Si riesce davvero a far vedere il contrario di quello che si è? Come si fa? E se ci si riesce, quanto è facile morire dentro senza che nessuno se ne accorga? Senza che perfino chi ci dorme accanto si renda conto che non siamo più là con la nostra anima e il nostro cuore che sono oramai andati alla deriva per sempre? Ed è giusto che sia così? 😦 Marò… Non lo so. Dovrebbe esserci Cesare, ora, a rispondermi. Lui sì che avrebbe avuto la risposta giusta. Anche la non risposta giusta. Comunque, sarebbe stata una risposta. Anche le non risposte, a volte, vanno bene. Ah, amico mio, quanto mi manchi. 😦 E mi riguardo in queste foto. Guardo oltre il mio sorriso che sembra dire “jàmm bell, jà… c’ià putimm fà”. Guardo i miei occhi che dicono “non essere triste, andrà tutto bene.” Guardo oltre e sospiro. Poi, penso che, finalmente, sostituirò la mia foto del profilo di FB. C’era quella di quando eravamo andati in Sardegna in ferie 7 anni fa circa. Non mi piaceva perché ero un’altra allora. Dentro e fuori. Voglio essere io ora, non io allora. Penso a gente che non si vuol far vedere o fotografare. Penso a gente che si nasconde. A gente che nasconde quello che prova per le ragioni che sanno solo loro. Massì, chissenefotte. Non ci sto tanto ad elucubrare sulle ragioni degli altri. Già ho dei problemi con le mie, figurati quelle degli altri. No, non sono felice e non sono nemmeno serena. Lo sembro? Beh, allora son più figa di quello che pensavo! 🙂

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