L’inenarrabile, insopportabile, ineluttabile ineluttabilità delle cose della vita

A mi chi conosce bene, prima o poi, ho detto questa cosa: “Io odio l’inenarrabile, insopportabile, ineluttabile ineluttabilità delle cose della vita”. La odio. Tanto mi ci affido, quando mi fa comodo, a questo fottuto destino, tanto lo odio. Lo odio perché sembra voler sempre andare nella direzione diversa dalla mia. Mò, mi dico, ma sono io a sbagliare sempre la michiosissima strada del viaggio o è lui che si diverte a cambiare rotta proprio quando io penso, stupidamente, di avere il controllo? Sì, io voglio avere il controllo. Il perché è opinabile e non interessa a nessuno. Alla fine della fiera, io voglio avere il controllo delle cose che mi succedono. No, anzi, diciamolo pure il perché. Perché non voglio soffrire. Perché non voglio stare male. Perché non mi si possa fregare con le inenarrabili, insopportabili, ineluttabili ineluttabilità delle cose della vita che io non conosco e che mi possono cogliere di sorpresa proprio quando meno me lo aspetto o quando, forse, penso di non essere preparata a sopportarle. Oh, ecco, l’ho detto. Perché tutta ‘sta paura? La risposta la so. E’ iniziata ad insinuarsi nel mio cuore, questa paura, quando, una notte di 42 anni fa, papà ci mise tutti su un pullmino verde della Fiat e ci portò al nord per sempre. Senza dirci nulla, senza chiederci se ci andava, senza avvisarci, senza lasciarci salutare i nostri amici di scuola e di cortile. Avevo 8 anni ed ero innamorata di Salvatore, il figlio del portinaio. Avevo 8 anni e la mia amica Rosetta mi voleva tanto bene. Avevo 8 anni e parlavo solo napoletano. Avevo 8 anni ed avevo appena visto mamma abortire spontaneamente mio fratello nella cucina profumata di pollo arrosto con le patate al rosmarino della domenica mattina. Stento, a volte, a mangiare il pollo con le patate. Odio l’ineluttabilità delle cose. La odio. Quando papà imboccò l’autostrada del sole mi guardai dietro e vidi tutto buio. Napoli non c’era più. Era tutto buio, dietro di me e, pensa tu, pure davanti a me. E io, che si sappia, odio il fottutissimo buio. Dunque, paura. Paura delle cose che non so che stanno per succedere, così le posso affrontare. Alla fine, però, lo sappiamo che siamo sempre preparati. Lo sappiamo. Si, lo sappiamo, Laura, credimi, lo sappiamo. Ieri ero a cena da amici e si parlava di te. Ovunque io vada si parla di te, del mio spropositato amore per te, della mia altrettanto spropositata paura di non riuscire ad affrontare il dolore del distacco, quando te ne andrai via da me, così come deve essere e così come io non ti impedirò mai di fare. E poi, alla fine, ho pensato una cosa: prima o poi ti innamorerai, Lalina del mio cuore. Prima o poi succederà e tutte le certezze che compongono, come un perfetto puzzle, la tua vita di oggi, si sgretoleranno come vampiri alla luce del sole. E allora succederà che capirai se odi oppure no le inenarrabili, insopportabili, ineluttabili ineluttabilità delle cose. Conoscendoti, penso di no. Penso che seguirai saggiamente il corso del destino. Tu non sei come me. Tu non ci voghi contro pur di far succedere quello che vuoi tu. Onestamente, però, devo dire che tu sei il frutto della mia piiù grande vogatura contro il destino, perciò… O forse era già scritto che così doveva essere e io, invece, penso di averlo vinto? Boh… Ti innamorerai, Lalina del mio cuore, e tutto cambierà. Così ha detto Margherita e così io continuo a pensare. Quando te l’ho detto, qualche settimana fa, mi hai risposto: “Aspetta e spera…” 🙂 ‘More mio… se tu sapessi. Ti innamorerai e soffrirai e ti riinnamorerai e risoffrirai e poi… vivrai, semplicemente. Ti sveglierai con un sorriso e andrai a dormire con un sorriso. Sentirai le farfalle dentro la pancia e la vita, anche quella più brutta, sarà bellissima solo perché ami, riamata (spero). Ecco, allora capirai che non ci sono certezze. Non fare come me che le cerco ovunque, queste certezze. Aspettale e basta. Tanto prima o poi arrivano. Belle o brutte, arrivano.Ti innamorerai e capirai che la vita è tutta una scommessa. Ti sveglierai ogni mattina scommettendo che tutto andrà bene. Ti addormenterai, ogni sera, facendo il conto delle cose che sono andate bene e quelle che non sono andate bene. Chi vince o chi perde? Non si sa. Io so solo una cosa, Lala. TU NON TI ARRENDERE MAI, MAI, MAI. Non ti arrendere mai. Fottitene del destino infame e dell’altrettanto infame ineluttabilità delle cose della vita. Tu prendila a morsi, la bastarda. Affrontala e distruggila proprio con le sue armi. Io l’ho sempre fatto e mai me ne pentirò. Ho avuto te, così. Ho amato e sono stata amata in maniera stupenda, facendo così. Non ti arrendere. Fermati e pensa a cosa potresti fare per risolvere la situazione. Qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa che non faccia male a te o agli altri, ma falla. Fai le cose più inaspettate, più bizzarre, più sorprendenti per amare chi vuoi amare e ti vuole amare, per avere le cose belle dell’anima, per vivere una vita piena e senza rimpianti. Combatti fino alla fine e pure oltre, ok Lalina del mio cuore? Perché, questo io so… 😦 tu sei una che si arrende facilmente. Ci sono molte cose che ti ho insegnato bene. Combattere contro il destino, non ci sono ancora riuscita così come vorrei. Forse mi ci vuole ancora un po’ di tempo per finire di forgiare scudo e spada da darti, ‘more mio. Ecco, non so quando e se mai leggerai questo articolo. So solo che, se succederà, sarà perché ne avrai bisogno (il destino fa pure queste cose…) e allora… allora ricordati di quella sera che ci misi un’ora ma alla fine riuscii a farti vedere il film attaccando pc a decoder e decoder a tv e tv a internet smadonnando e masticando legnetti di liquirizia. Ecco. Alla fine ci riuscii, giusto? E tu dicesti che ti meravigliava sempre il mio “non arrendermi mai nella vita”. Ok, allora tu, almeno, provaci, Lala. Attacca tutti i fili in tutti i modi che puoi. Prima o poi qualcosa deve succedere. Pure quello che temi. Ma qualcosa deve succedere, ok? Tanto, merda che vada, puoi almeno dire che ci hai provato e la medaglia dei coraggiosi che ci provano, nessuno te la potrà mai togliere, ok? 🙂

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