In my life…

Sto facendo sempre più sogni premonitori. Sta diventando una cosa di tutti i giorni. E so già chi mi sta per chiamare almeno 5 minuti prima che mi chiamino. E dico le cose che stanno per dire gli altri prima che le dicano. E penso le cose che stanno pensando gli altri prima che le pensino. Pensavo fosse ‘na cosa che andasse a scemare negli anni, con la vecchiaia e la stanchezza fisica e, invece, sta aumentando in maniera preoccupante. “Sento” meglio e più di prima. Sento, lo so, perché ho anche ricominciato ad applicarmi. Ho ripreso in mano i vecchi libri e manuali di aromaterapia, IKing, Runemal e tutto il resto e la cosa mi fa stare benissimo. E sento pure “da fuori”. Sento da fuori nel senso che non sento necessariamente cose di persone che mi stanno vicine ma pure da fuori, molto lontano da me, sia nel cuore che nell’anima e nel corpo. Cosa posso fare? Non lo so. Mi scrivo i sogni sul quaderno e poi, casualmente, li vado a rileggere e mi rendo conto che quella cosa è successa proprio così. Apro la mia mente mentre la gente mi parla e “vedo” (quant’è vera la Madonna, vedo) quello che vogliono che io dica loro e io lo dico e tutti sono contenti. Io no. Nel senso che non è che non vorrei dire quella cosa là, bada. Scelgo cosa dire, ad ogni modo, pur vedendo cosa vorrebbero che io dicessi… è che non so a che cosa serva ‘sta roba. E io, come al solito, devo dare le spiegazioni e le ragioni a tutto. E se non ci riesco, mi incazzo. Ragione e sentimento? Ragione e parapsicologia? Ragione e cretinaggine di Rosa? Ecchennesò… 😦 so solo che, tra le tante, una notte di due anni fa sentii un gatto camminare sul mio letto ed ero sveglia di brutto e accesi la luce cercando ‘sto cazzo di animale che si era permesso di salire sul mio letto pur sapendo che non l’avevo e che, in quel momento, mai mi sarebbe venuto in mente di volerne uno. Lo sapevo che era un gatto; lo sai quando un gatto cammina sul tuo letto mentre tu ci sei coricata, credimi. Beh, stanotte ho proprio rivissuto quel momento e non mi è venuto un dejà vu, ma l’assoluta certezza che avevo vissuto “prima” quel momento. Certi momenti, pure le ore, non te le dimentichi, se ti hanno fatto venire lo sbocco. E di gatti ora ne ho due. Ah, i gatti… E vogliamo parlare dei preti? Stanotte ho sognato che andavo in una chiesa spoglia ma molto bellina. Che era molto strana perché era incassata nella pietra e aveva solo un lato con le finestre. C’era un prete che mi diceva, vieni con me e gli altri che dobbiamo andare a scoprire un segreto. Io andavo e succedevano una marea di robe mentre ‘sto prete mi continuava a dire che c’era una missione e un segreto che dovevano essere scoperti e che lui doveva dire e che dovevamo tutti essere pronti. Mò.. non so perché inizio a scrivere ‘sto post senza dire niente del prete. Mentre scrivo sento che mi sta per chiamare una persona e dopo un minuto arriva la telefonata. Sorrido e parlo e termino la telefonata tranquilla. Poi apro Repubblica per vedere le news e che ti vedo? Un prete italiano ha dichiarato di essere gay e di avere un compagno e la Chiesa sta andando in subbuglio. 🙂 Dio grazie… è solo premonizione cretina. Caso? No? Non ci azzecca? Io so cosa è successo. Ho letto il giornale prima che uscisse. Ne ho a decine di cose così che mi stanno succedendo. Sento gente che mi cerca pur sapendo che non mi può cercare perché se lo facesse li manderei a cagare. Sento che quella persona in quel momento, ha bisogno di una parola e la chiamo e lei mi dice: “Oh, proprio a te, pensavo, ma che sei, una strega?”. In tutta la mia vita non sono mai stata così “ricettiva” e, come al solito, mi spaventa. E’ come se ti dessero un camion bitoniera dicendoti “fallo andare” e tu non sai nemmeno come si apre lo sportello però vedi un buco per entrare e ci entri, tanto qualcosa devi fare. Mai stare con le mani in mano, mai. Ecco, è così. In tutta la mia vita non sono mai stata così cosciente del fatto che siamo legati tutti ad un “unico pensiero di proprietà di tutti” che tutti nutriamo con le nostre parole, i nostri pensieri, i nostri desideri, le nostre paure, i nostri dubbi e le nostre certezze. Sarebbe una gran figata se tutti fossero coscienti nella stessa entità in modo da poter fare qualcosa di buono ma, ovviamente, è una cazzata, lo so. Io, comunque, continuo. Continuo a entrare nella bitoniera e a cercare di farla andare pur non sapendo come si fa veramente. Qualcosa succederà, no? Tu stai attento, però… fosse mai che te la scarico addosso senza sapere nemmeno cosa ci sta dentro. 🙂

Un pensiero riguardo “In my life…

  1. interessante. mi hai fatto venire in mente un romanzo in lingua inglese che sto leggendo (è dell’australiana trudi canavan) e di un altro romanzo sempre in inglese di cui ti mando un link in privato. ciao albix

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