Delle puzze e dei profumi

Conoscevo uno che non si profumava. Ma proprio per niente, capisci? Diceva che la sua donna doveva essere attirata dal suo “profumo” naturale e non da odori chimici che deviano le naturali tendenze umane. Mò, onestamente, visto che questo qua non l’ho mai incontrato, ma ci ho solo parlato al telefono non so dirti se ci aveva ragione oppure no. So solo che è meglio così perché io sono una troppo olfattiva e istintiva… e non avrei potuto celare il disgusto, avesse emanato puzze “naturalmente” particolari in mia presenza. 🙂 Mi viene in mente questo mentre sto meditando. La domenica, fosse anche solo per cinque minuti, io medito. Mi faccio un bel bagno caldo, accendo la carbonella dove adagerò i cristalli di incenso che mi sembrano più adeguati al momento, mi stendo sul letto senza asciugarmi i capelli, penso al mudra che mi serve di più in quel momento, incrocio le dita nella maniera giusta, chiudo gli occhi e ascolto la musica dolce che viene dal pc. Oramai i gatti si sono abituati e si vengono a stendere pure loro, accanto a me. La cosa più bella è che sanno che io mi allargo come la donna vitruviana e mi fanno già posto mettendosi lontani da me, ma osservandomi attentamente. Che, a volte, mi sembra che se sbaglio qualche mudra o qualche respiro, mi stiano là là per rimproverare.  Meditiamo e ci rilassiamo assieme, noi tre… 🙂 mentre Laura, in cameretta, studia storia. Ci sono 7 motivi musicali nella playlist che ho messo su Spotify per rilassarmi. Ogni motivo è legato a un chakra. Sempre stesa, la musica continua, io medito e loro sonnecchiano accanto a me. Prima del sesto, mi alzo, vado a cambiare incenso, prendo due pietre tra le decine che ho messo assieme negli anni (acquamarina e ametista, ho preso oggi) e le posiziono una sulla tiroide e l’altro al centro della fronte. Cambio incenso perché ogni resina profuma in maniera drasticamente diversa e sento la necessità di farlo. Inizio sempre con l’olibano (o franchincenso, sai… quello che senti nelle chiese?) per purificare, poi vado col beyo che serve a raggiungere un livello più alto della purificazione sia nostra che dell’ambiente… e poi, all’ultimo, prima del sesto motivo musicale, vado di benzoino che rilassa sempre di più e calma con quel suo fantastico profumo mandorlato. E’ sempre a questo punto che i gatti scappano. 🙂 🙂 Scappano perchè mi metto al centro del letto in Siddhâsana (seduta a gambe incrociate), con la piramide di cristallo di quarzo posizionata in testa, mentre inizio a recitare i miei mantra e il fumo denso del benzoino si sparge in tutta la camera. Ecco… 🙂 mentre sentivo che la gatta scappava per prima, ho pensato che mi vorrei proprio vedere, da fuori, per capire cosa cazzo c’è tanto da scappare, no?! 🙂 Devo chiedere a Laura di farmi una foto, uno di questi giorni. 🙂 Fa bene, credimi, farsi del bene. Fa bene trovare il tempo di farsi del bene, in questo mondo impazzito e folle. Quando Laura era piccina, ci provavo. Con le tisane, i massaggi che mi facevo da sola ai piedi e alle mani. Più di tanto non ti puoi permettere, con i bimbi piccoli, lo so. Però, non mi sono arresa, questo no. Poi, ora, è perfino lei che mi aiuta a migliorare le mie conoscenze e le mie capacità. Compriamo assieme le tisane più strane. Le ho dato l’abitudine di farsene una prima di andare a letto. Ogni sera ne facciamo una diversa, con frutta fresca (tipo limone e zenzero) oppure con le erbe che ho essiccato. E con il fatto che lei è diventata vegetariana, abbiamo praticamente chiuso il cerchio. Stiamo andando verso quanto più natural è possibile. Perfino con l’eliminazione dei deodoranti, sostituiti dall’allume di rocca, abbiamo solo che guadagnato dei punti e degli anni in vita, ne sono sicura. E la cosa più assurda è che ‘sto allume di rocca è davvero fantasmagorico. Fai una doccia, lo bagni e te lo metti sotto le ascelle come fosse uno stick deodorante. Solo che, per tutto il sacrosanto giorno, e pure di più con me, non senti un alito di puzza di sudore. Lo giuro! E lo giura pure Laura che ha iniziato ad usarlo pure lei dopo che le avevo fatto usmare una mia t-shirt che avevo tenuto tutto il giorno! E’ così che continuo a cercare la strega naturale dentro di me e oggi abbiamo preso la decisione che finiremo tutti i bagnoschiuma che abbiamo in casa e poi non ne compreremo più. Basta schiume chimiche di merda, solo sapone di marsiglia e sali da bagno profumati fatti da me. Oggi ho fatto un chilo di sale rilassante e uno di sale tonificante. Nel rilassante ci ho messo petali di rosa e lavanda con 6 cucchiai di bicarbonato e un chilo di sale. Nell’altro ci ho messo scorze di arancia, di limone, menta, eucalipto, rosmarino, un chilo di sale e i sei cucchiai di bicarbonato. Stanno seccando qua, accanto a me e sono di un profumato incredibile. Poi carico la foto a fine articolo, và… Sai cosa penso? Che il profumo è una cosa stupenda. Venerdì sera al ristorante, tra una pizza e una pasta alla chitarra profumate di mare e di pomodoro, Margherita mi ha raccontato di una bambina nella sua scuola che ha riconosciuto il maglione perso di un altro bimbo solo dal profumo dicendo “sa di pinco pallo”… e lei e la sua collega sono rimaste colpite da questa cosa.. ecco, non ha detto “puzza di…” oppure “è il profumo di…” ha detto “sa di”. E questa cosa mi ha colpito molto. Noi “sentiamo” il “sapore” degli altri con i loro “essere” profumati (o puzzosi) di qualcosa. Lei, un po’ più pragmatica e meno romantica di me, ha detto che, comunque, dalla puzza delle persone, si può capire cosa gli appartenga oppure no. Io sono una sciocca romantica e la trovo una cosa stupenda. Riconoscere le persone dal loro profumo. Ci sono persone delle quali non ricordo il profumo. Persone che non sono più nella mia vita e che mi va pure bene che non ci siano più. Ecco… Mi meraviglia di non ricordare il loro profumo perché sono state una presenza decennale nella mia vita. Probabilmente non nel mio naso. 🙂 Di altre persone, invece, anche se non le vedessi più, al primo svirgolo di vento che mi porterebbe il loro “aroma” io rabbrividirei di piacere. Laura… Mamma… Papà… L’odore della brillantina Linetti stesa sulla testa di zio Luigi… L’odore della pipa del nonno. La droga di cui mi faccio, senza mai andare in overdose, quando “usmo” tra il collo e la spalla l’uomo che amo… Roba chimica? Non lo so… So solo che è bellissimo sentirsi dire da Laura: “Uff, cheppalle, con le tue domande… no, non hai un profumo di qualcosa che ti posso dire. Tu hai il profumo di mamma, ok? E non qualsiasi mamma, ma il profumo della mia mamma perché io conosco il tuo profumo… e ora lasciami studiare storia!” 🙂 Rido perché, forse, un giorno leggerai questo articolo, Lala, e non ti ricorderai di me che ti chiesi di cosa profumavo per scriverlo qua, ora. Rido perché oggi abbiamo appurato che abbiamo una memoria di merda entrambe. Rido perché, un giorno, ti sembrerà di non ricordare più il mio profumo ma, vedrai, arriverà un refolo di vento che si metterà a giocherellare sotto il tuo naso, svolazzerà intorno alla tua testa e ti entrerà nel cervello come un lampo d’estate e mi “sentirai” di nuovo. Rido perché, all’incapacità del nostro cervello di ricordare le cose, farà da “spruoccolo” la capacità del nostro naso di nascondere gli aromi della nostra vita in qualche segreto cassetto di quello stesso cervello, a sua insaputa. E nulla sarà meglio di chiudere gli occhi per “risentirsi”, riodorarsi, riusmarsi, soprattutto nei momenti più brutti. Soprattutto quando non ci saremo più. Soprattutto quando temeremo di aver dimenticato tutto… ma proprio tutto.

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