La pillola sul pisello

Due ragazzi se la giocano. Mi ci è voluto un attimo per capire. Sono ferma al semaforo ad aspettare il verde per andare in ufficio. Loro due sono in piedi, davanti alla scuola di via Tertulliano; stanno parlando animatamente. Uno gesticola in maniera esagerata. L’altro scuote la testa per dissentire. Discutono come pazzi isterici. Il gesticolatore mette una mano in tasca e gli fa vedere qualcosa. Passa qualche secondo ed… ecco che una bellissima moneta vola su per aria e atterra fantasticamente nella mano del ragazzo che l’ha lanciata. Oddio, oddio… pure io, ora, voglio sapere cosa dice il destino! E allora ecco che il gesticolatore/lanciatore di monete esulta e fa salti di gioia. L’altro scoppia a ridere con la faccia un po’ depressa e via, allora, li vedi correre più veloci della luce, lontano dagli obblighi scolastici… forzati dal duro destino del lancio della moneta… a fare filone. Si diceva così, ai miei tempi. Mi reputo fortunata. Mi reputo fortunata ad essere stata testimone di questo momento di vita fantastico. E penso pure che potrebbero anche essersi persi, oggi, la lezione di educazione sessuale della loro vita. Quella vita che può essere stravolta da una cazzata in più… o in meno. Penso che, magari, se succede qualcosa mentre sono in giro a bighellonare (si dice ancora?) qualcuno potrebbe pure piangere. E magari pure no, chennesai. Penso che la psicologa della comunità dove vado a fare volontariato, martedì scorso ci ha detto che un ragazzo, durante una lezione di educazione sessuale, davanti a tutti, ha dichiarato che lui e la sua compagna trovavano davvero difficile fare l’amore e prevenzione sessuale quando lui metteva la pillola sul suo pisello prima di avviarsi su per i cunicolari pendii amorosi della sua ragazza. Non so se ridere o piangere. Pensavo fosse uno scherzo, ma non lo era. E non è che me l’abbia detto l’amica dell’amica dell’amica, capisci? Me l’ha detto la persona che l’ha vissuta personalmente ‘sta cosa. Siamo rimasti là, sbigottiti perché non ci si può permettere ciò. Oggi non ci si può permettere di fare una stronzata del genere. Soprattutto se appartieni a una di quelle generazioni che chiamano “cristallo”, “indaco”, “arcobaleno” o Dio sa cos’altro. Vi danno tutte queste qualità di salvatori del mondo, geni strafighi e parapsicologici e poi non siete nemmeno capaci di captare che la pillola anticoncezionale non si mette sul pisello? E la cosa più assurda? Nessuno gli ha riso in faccia, a quanto sembra, e la psicologa ha dovuto davvero farsi violenza per non prenderlo a schiaffi e dirgli di ragionare su certe cose. Assurdo, davvero assurdo. Così che faccio? La sera dopo, a cena, chiedo a mia figlia se ha ben chiara la situazione “prevenzione” da quel lato della vita e se le è oscuro qualcosa. Quasi mi insulta. Mi dice che si ricorda bene la mia lezione di quando aveva 8 anni e che, comunque, a un certo punto, ci si parla, pure tra amiche, no? Eh, è questo che mi preoccupa. A quante ragazze, quella cogliona di cui sopra, ha detto che la pillola la si deve mettere sul pisello? Quante coglione come lei sono state danneggiate da questa idea malsana? Vabbè, mia figlia è salva per ora. Poche ore dopo, mi sta aiutando a pulire casa e vedo che, per pulire il bagno, usa solo la spugna. Sclero… “Lala, guarda che devi usare pure il disinfettante, neh?” Lei scocciata mi dice: “Guardo che lo so, mica sono scema…” E io rispondo “Non so se sei scema, ma ti faccio notare che qualcuno della tua generazione pensa di mettersi la pillola sul pisello per fare prevenzione sessuale, perciò, tu puoi benissimo pensare di eliminare lo sporco solo con la spugna, no?” Mi manda a cagare… 🙂 E vabbè, ci divertiamo con poco… La guardo e penso che tra un anno e mezzo se ne andrà a Seoul. Come mi sento? Ok, direi. Sono l’ultima a poterle dire di rimanere. Io che ho messo il missile al culo a 20 anni e ancora sto girando intorno alla vita come nei cartoni animati. Sono un po’ preoccupata perché devo risparmiare tanto e devo fare ‘na marea di sacrifici per poterla mantenere almeno per i primi 6 mesi. Ma ce la devo fare. Che non sia detto che non ottengo quello che voglio, il mio entusiasmo basterà per entrambe. Già… Per il mio compleanno mi ha regalato una tazza color rosa antico (il mio preferito) fatta da lei, e una lettera. In questa lettera, tra le tante cose, diceva: “La cosa che più apprezzo di te come mamma, probabilmente, è la tua creatività e il tuo impegno mirato a rendere tutto entusiasmante; il che spiega perché a volte io tenda a ripudiare questo tuo atteggiamento… Forse perché ora che sono cresciuta, non vedo per quale ragione la vita si debba affrontare con un tale entusiasmo; d’altronde quale adulto conserverebbe un tale entusiasmo? Ma è proprio questo che ti rende diversa e speciale. Quindi, perdonami per tutte le volte che ho cercato di troncare questo tuo atteggiamento. Probabilmente lo farò ancora, ma solo perché mi sembra assurdo e mi fa arrabbiare il fatto che tu spesso riesca ancora a farmi apprezzare le cose con l’entusiasmo di un bambino. In sostanza, mamma, sono gelosa della tua inventiva, mettiamola così…” Già, l’entusiasmo. Sono entusiasta per lei che va in Corea. Lei è preoccupata perché non sa se è la scelta giusta. Io le ho detto di andare e basta. Fosse anche solo per il fatto che nella vita non bisogna mai avere rimpianti. E in questo io credo fermamente… entusiasticamente. 🙂 Mi spiace che non pensi di affrontare la vita con entusiasmo, ma a questo non posso mettere rimedio. Il mio pezzo l’ho fatto. Fosse mai che, magari, prima o poi ci ripensa e vede che la vita, dopotutto, tanto merda non è. Bon, detto questo, di un’altra cosa sono sicura: nella sua valigia per la Corea, anche senza che lei lo sappia, ci metterò almeno due scatole di preservativi (che non si sa mai) perché prima o poi si innamorerà (e mi va bene pure un coreano…) e noi dobbiamo essere preparate, no? E poi ci metterò un libricino con i sintomi delle malattie (di tutti i tipi)… che se la mamma non c’è, non ti può dire che hai solo una semplice influenza intestinale mentre, magari, pensi di esserti avvelenata con il bimbibap… o come cazzo si chiama. Per il resto? Ci pensa la pillola sul pisello, a quanto pare… 🙂

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