Dubbi non ho

C’è ‘sta frase che mi continua a girare in testa da qualche giorno. Una frase che una mia collega mi ha scritto in un email recentemente: “Io su quello che NON vedo non ho mai dubbi“. E la cosa era relativa al fatto che io le contestavo di non essersi posta un dubbio in merito al comportamento di un’altro collega. Marò… ma chi me lo fa fare a continuare a pensare? Ma quando mi arrenderò? Ho le ovaie che mi continuano a “battere”. Quella di sinistra, in special modo. La sento proprio muoversi come quando ero incinta, ma so che non è così. Si starà preparando per sparare l’ultimo colpo, chennesai? 🙂 E, mi perdoni la prof. Frontaloni, oso la mia volgare similitudine… così come l’ovaia sbatte, pure questa frase sbatte nel mio cervello. Non sembra, ma io ci penso molto a quello che gli altri mi dicono. Non sembra, ma io non sono una estroversa, anzi, io sono la persona più introversa che tu possa mai incontrare. Non sembra, ma ‘sta cazzo di frase mi ha messo in difficoltà, e non ho risposto. Mi sono detta: “ok, ci devo pensare” e ci sto pensando da tre giorni. E, alla fine, mi dico che ha ragione. Che ci possiamo dire tutto quel cazzo che vuoi, ma il tuo istinto lo sa. La tua anima legge oltre le righe. Magari legge con un po’ più di enfasi se sei un po’ più paranoico degli altri e legge granata invece di rosso, ma quello è il colore, capisci? E mi ritrovo a pensare a Elsa che diceva che bisogna dare il beneficio del dubbio. E sì, certo, il beneficio del dubbio lo posso dare, ma poi resto della mia, se questo beneficio si rivela ‘na gran cazzata. E qua arriva un altro discorso dove mi è stato detto che io sembro ascoltare, ma poi faccio sempre come voglio io. E pure a questo ho pensato e pure a questo ho dato il beneficio del dubbio e poi sono arrivata alla conclusione: mavaffanculovà. Faccio come voglio io perché da dentro so cosa può essere giusto in quel momento, anche se NON lo vedo. E il punto sta qua. Il punto sta su quel NON scritto in maiuscolo. Mi ha spaventata. C’è gente, davvero, che NON vede delle cose e sulle quali non ha dubbi. C’è davvero questa gente. Ed è importante che così sia. E’ importante perché io sono una di quelle. Lotto, lotto, lotto, per qualcosa che non si vede, ma nella quale credo più di qualsiasi altra cosa nella vita. E mai smetterò di lottare. Perchè a me nessuno aveva mai detto una cosa del genere e io la reputo una cosa importantissima e preziosa. Una specie di segno. Io sono quella che cerca i segni ovunque e, fortunatamente, li trova. Non ci credi? Chissenefrega. Io sì. L’ovaia sbatte e alla mia collega batto le mani perché va bene così, ma non sempre, però. Non sempre, perché poi possiamo sembrare troppo fighi e altezzosi, con le nostre sicurezze su quello che noi non vediamo e gli altri non si immaginano nemmeno e così, finiamo male. Ma questa, ovviamente, è storia del destino, che non possiamo controllare. Dubbi non ho. No, dubbi non ho. Qualche volta, sì… sì, un dubbio, da qualche mese, ce l’ho. Sono due giorni che ‘sto dubbio mi sta rodendo dentro. Che faccio? La contatto oppure no? Aspetto un suo segno? Vado su WhatsApp e vedo che ha messo quella fotografia e mi manca il battito di due. Mi manca. Mi manca e so di mancarle anche io. Lo sento. Con lei era così. Non ci sentivamo per settimane intere e poi, la chiamavo e lei: “Oh, proprio te stavo chiamando col cuore… come hai fatto a sentirmi? Ma che domande ti faccio… dai senti questa… e si parlava, parlava, parlava…”. Mi manca. E so di mancare a lei. Lo sento. Non lo vedo, ma non ho dubbi. Già… NON ho dubbi. Sento che ha bisogno di me e non posso fare niente. Fabienne. Ne abbiamo vissute tantissime assieme. Momenti felici e momenti di merda assurdi. I suoi figli, la sua vita, i suoi amori, i suoi dolori. E i miei… si sono mescolati con le ore, il vento, la pioggia, il sole, le lune e i minuti che ci hanno separate fino al prossimo abbraccio. E non la posso più contattare. Non la posso più contattare perché sono separata sulla via del divorzio che sarà conclamato a settembre. Sono impura. Roba da pazzi. Se non fosse che sto con un musulmano, potrei dire che sono tutti uguali e condannare ‘ste stronzate come farebbe la maggioranza degli ignoranti e così non è. Fabienne è francese convertita sposata con un musulmano che, a quanto sembra, non ha davvero mai avuto dubbi. Ma, mai, mai, mai con lei ho avuto problemi. Mai. Fino a quando il marito “sembra” abbia recepito questo mio status. Quando l’ho detto a Djamel si è messo a ridere come un pazzo e ha detto di fregarmene; che mai ha sentito di una cazzata del genere, che lui pure prega eccome, e che non ne vale la pena. Di contattarla, se voglio, chi me lo impedisce? 🙂 Bello lui… musulmano moderno. Ma non posso. E non le voglio causare problemi… ma… davvero… mi duole il cuore e so che non è solo il mio cuore che fa male. Come posso fare? Come posso farle sapere che ci sono anche se non le posso parlare? Le ho mandato un messaggio (l’ultimo dopo il bordello), su Wapp, qualche mese fa, dicendole che non fa niente se non può più parlarmi, che rimarrà per sempre nel mio cuore e che le vorrò sempre il bene più profondo del mondo e che ci sarò sempre per lei… e, naturalmente, lei non può rispondere. Qualche giorno dopo, vedo nel suo status due parole: “Thank you”… una frase che rimane là per settimane… e poi… oggi, vedo quella foto con una frase: uno per tutti, tutti per uno. La foto del suo polso e dei suoi 2 bimbi. Era stata lei a proporre a me e Djamel di comprare quei braccialetti dell’amicizia. Per noi tre. Noi tre che eravamo amici del cuore e dell’anima da quasi 30 anni; amici dal primo momento che ci siamo incontrati. Io e Djamel, poi, abbiamo fatto un po’ più di amicizia, certo… 🙂 ma lei è sempre stata una costante nella nostra vita perché è stata lei a presentarci. Quei braccialetti… Li dovevo trovare io, per tutti e tre. Poi successe il casino del marito che “scoprì” che sono separata (mai saputo che gli era stato “omesso”) e così ‘fanculo tutto. ‘Fanculo braccialetti, ‘fanculo risate, ‘fanculo ricordi affannati, ‘fanculo discussioni politiche e filosofiche fino alle 3 di mattina, ‘fanculo abbracci telematici e iconcine cretine mandate a tutto spiano… ‘fanculo tutto… 😦 Mi manca immensamente. In questo periodo si tiene il Ramadan e penso a lei spesso, la sera. Penso alla grazia con cui l’ho vista pregare. Penso alla passione che mette in tutto quello che fa. Penso al sorriso dolce e alla voce cremosa, sì, cremosa. Penso alla risata acuta che ti buca le orecchie e a me che tenevo la cornetta un po’ più lontana quando rideva. E poi sai cosa penso? Penso che ‘ste cazzo di religioni, che ci fanno NON avere dubbi su qualcosa che non vediamo, sono una bella stronzata perché, a forza di NON avere dubbi sulla fede che non vediamo, su Dio che non vediamo, su Allah che non vediamo, su Cristo che non abbiamo visto, sullo Spirito Santo che mai vedremo, ci fanno perdere qualcosa di più invisibile, meno venerato e adorato, ma molto, molto, molto più forte di tutto: l’amore. E sempre là vado a cascare, porca puttana… 😦

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