Rosa, l’eroina…

Dunque… se tutto va bene, questo è un esperimento che sarà una gran figata. Da qualche parte, in questo marasma di icone e stronzate varie del back office del mio blog, c’è una opzione che fa sì che tu possa programmare la pubblicazione dei post. Mò, io ci provo e, se tutto va bene, domenica prossima, quando io sarò a Londra a cercare di stare bene, dentro e fuori di me, con Djamel, questo post si pubblicherà. Se così sarà, allora, posso dire di essere una gran figa. Ma solo il mio unico lettore e il tempo me lo potranno dire. Mi raccomando, Monica! Fammi sapere! Anche perché ‘sta cosa, la sto facendo per te, che altrimenti mi vai in crisi d’astinenza, neh? 🙂 Solo un pensiero macabro: fosse solo che l’aero cade, io non parto, qualcosa di tragico mi succede, un fottutissimo e maledettissimo depresso che la moglie ha lasciato si fa scoppiare là proprio dove sono io portandomi con sè all’inferno… beh… diciamo che questo post potrebbe sembrare pure il mio testamento letterario. Perciò, vediamo di farlo perbene, Parrella, ok? 🙂 Ok!
Bon, argomento, allora. Venerdì, in pausa pranzo, mi sono andata a guardare l’oroscopo – dell’Internazionale se non erro – , nel quale non credo più di tanto, che mi dice (cit.):
Ecco sei compiti eroici che avrai la capacità di assolvere nei prossimi otto mesi:
1) Trasformare un avversario in alleato.
2) Convertire un’ossessione che t’indebolisce in una passione che ti dà forza.
3) Trasformare un ostacolo in una motivazione.
4) Scoprire piccoli tesori tra i rifiuti.
5) Usare i misteri irrisolti della tua infanzia per costruire un tempio dell’eterna giovinezza.
6) Raccogliere una serie di nuovi canti di libertà, impararli a memoria e cantarli regolarmente, soprattutto quando ti assalgono le solite paure.
Quale bellissima cosa da fare, se non pensare a ognuno di questi punti, ora, visto che, secondo Brezsny, avrò (notare la sicurezza con la quale lui lo afferma) avrò, dice, la capacità di assolverli tutti? La fiducia che quest’uomo ha in me, senza nemmeno conoscermi, è fantastica, non pensi? Voglio dire, non sono mica compiti del cazzo, no? Vediamo… (e ti giuro che sarò il più onesta possibile).
1) Trasformare un avversario in alleato.
Beh, io di avversari ne ho. Una marea. Penso a quelli lavorativi. Non posso fare nomi o menzioni speciali ma, credimi, ne ho a iosa. La domanda che mi faccio è: ma voglio davvero che un mio avversario diventi mio alleato? Se è mio avversario, lo è perché gli sto sul cazzo io o perché mi sta sul cazzo lui? E se mi sta sul cazzo lui, come mai potrei farmelo alleato? Io che non riesco a non dire la verità? Insomma… Spero parli di qualcosa al di fuori del lavoro perché sarebbe davvero un tentativo arduo. Oppure, spero di riuscire a vedere oltre le solite inferriate e scoprire che qualcuno che penso sia una emerita merda, in realtà, è una persona perbene. Mai dire mai, no? E allora, t’oggiùr ‘ncopp à mammà… sarà mia cura chiedere venia e chiedere di fare amicizia.
2) Convertire un’ossessione che t’indebolisce in una passione che ti dà forza.
Oddio… mi chiedo, quale ossessione mi indebolisce? L’ossessione è un pensiero continuo, giusto? Un pensiero ossessivo che mi rende debole? Le uniche ossessioni che ho avuto, te lo dico, sono gli amori dei miei uomini. Con Roberto, Lyes, Djamel, Rino, è successo. Con Marco, no. Non ho mai smesso di pensare a Rino, quando “stavo” con Rino. Ogni momento, pensavo a lui. Ogni momento mi chiedevo perchè non mi mandasse messaggi o mi dicesse cose d’amore. Mi svegliavo e pensavo a lui. Mi addormentavo e pensavo a lui. Una pausa lavoro? Pensavo a lui. E da parte sua? Una emerita mazza. Una delle tante volte che mi aveva detto che era finita, mi ero chiusa nel bagno dell’ufficio ed ero crollata per terra, a piangere come una maddalena cercando il modo migliore di morire quanto prima, senza dover per forza affogarmi nella tazza del cesso, che la puzza di merda mi dava fastidio. Sì, mò ci rido… Ma allora era merda assoluta. Sì, la vedo. La mia ossessione è l’amore. L’amore, quando non è amore, mi uccide. Per il fatto che io lo reputi la cosa più importante, in maniera importante mi danneggia. Pensandoci bene, però, su questo, caro il mo Brez… ci sto già lavorando. Anzi, diciamo che Djamel mi sta facendo capire molte cose. Avevo imposto a Rino di mandarmi un messaggio, almeno, la sera e la mattina per sapere che stava bene e mi amava. Lui, alla fine, era capitolato. A me, comunque, non andava bene. Rompevo le palle pure per quello. Le parole erano sempre le stesse, nulla di nuovo, mi diceva. Ma almeno mi mandava quel segno… Almeno. Naturalmente, ho cercato di “reinstallare” lo stesso meccanismo con Djamel (ah, se leggessimo un po’ più di psicologia… http://psicoadvisor.com/ferite-emozionali-214.html) ma il mio caro ingegnere oranese ha avuto la forza che Rino non ha avuto e mi ha troncata sul nascere. Sto imparando, dunque, pensa un po’ te, a non darmi regole e confini entro i quali stare e far stare gli altri. A non programmare. A stare calma se non lo sento per più di 12 ore e a fottermene, andando a dormire e mettendo il cellulare sul silenzioso se pure non lo sento per più di 24 ore. E’ stata dura, diciamolo. Anzi, è stata una merda, se proprio lo vogliamo dire. La mia blabbera non l’ha fregato e mi sono vista rispedire al mittente tutte le mie stupende e fighissime argomentazioni con un semplice: col cazzo. Risultato? Beh, succedono cose che non mi aspetto. Cose belle. Un acquario ascendente toro, come lui, è bello da amare e da farsi amare. Per chi se ne intende…  🙂 Io, per la prima volta nella mia vita, mi faccio amare e basta. Aspetto e basta… E mi sento più tranquilla perché non ho fatto progetti particolari ma so che lui ci sta lavorando e lo sta facendo per noi due. Abbiamo le stesse idee, gli stessi sogni. Mi fido di lui. Più forte (?) non lo so. Mi sento meglio. E ho più tempo per me, stranamente. Questo sì. Speriamo che continui così…
3) Trasformare un ostacolo in una motivazione.
Bon, ho scritto così tanto per il punto 2 che questo qua deve essere brevissimo e concisissimo. 🙂 Un ostacolo… Un ostacolo… Uhm… un ostacolo… Che ostacolo ho io davanti? Ah, sì… Il tempo. Non sono paziente. Io non sono paziente. Il tempo, per me, è un ostacolo per avere quello che desidero. Il più grande ostacolo che io abbia mai avuto. Il mio ostacolo di sempre. Ok… Devo imparare a vederlo come una motivazione. Oh, questa è dura. Motivazione. Ok, vediamo se ci riesco, vediamo. Vediamo se va bene così: “Il tempo che ho a disposizione, prima di andare in pensione, trascorrere una vita tranquilla con Djamel, avere dei nipotini da amare e viziare, sarà la ragione per la quale mi impegnerò a fare ‘na marea di altre cose nel frattempo, in modo da essere pronta quando il mio tempo verrà…” forse. 🙂 ‘nzomma… un po’ arronzata, ma ci ho provato. 🙂 Magari ci penso meglio nei prossimi 8 mesi, và.
4) Scoprire piccoli tesori tra i rifiuti.
Hmm… questo me lo può insegnare solo mamma. Lei è quella che trova le figate nell’immondizia e le porta a casa. Farò così: quest’estate, quando sarò ad Arma, andrò in giro con lei. E guarderò intorno alle pattumiere, cercando di non vergognarmi troppo, per vedere se trovo qualche tesoro. Sono sicura che ne troverò. Ne sono sicura. E se non si riferisse alla pattumiera, il nostro astrologo personale ma non troppo? Ci sono dei rifiuti umani che possono essere dei tesori? Non lo so. Rileggiti il punto 1, và.
5) Usare i misteri irrisolti della tua infanzia per costruire un tempio dell’eterna giovinezza.
Marò, ma questa cosa è bellissima! 🙂 L’eterna giovinezza, per me, sono i ricordi. Se ricordi, resti giovane, questo io penso. Sai che potrei fare? Potrei iniziare a scrivere dei miei ricordi di bambina per “fissare” nel tempo e nei meandri telematici, la mia gioventù anche se, onestamente, della mia gioventù non è che mi piaccia ricordare poi tanto. Ad ognimodo, uno dei miei più grandi misteri rimane il cassettone di nonna Francesca. E’ un mio ricordo avariato o davvero c’era ‘sto cazzo di cassettone dove teneva dentro tutti i confetti dei matrimoni ai quali era stata invitata? Centinaia e centinaia di confetti. Tutti quei confetti, poi, erano avariati? Ed è vero che a me non li voleva dare o sono io che, per l’ennesima volta, ho trasformato un “no di una volta” in un rifiuto della mia persona? Povera nonna Francesca… Lei che, a quanto sembra, mi salvò la vita. Sì… racconterò, racconterò e creerò una sezione “Eterna giovinezza” in questo blog… 🙂
6) Raccogliere una serie di nuovi canti di libertà, impararli a memoria e cantarli regolarmente, soprattutto quando ti assalgono le solite paure.
Nuovi canti di libertà… 😦 Ma questo Brezsny è proprio un figo assoluto! 🙂 Nuovi, nel senso che li devo scrivere io o li devo trovare in giro che nessuno li conosce? Eccheccazz ne sò? Rispose l’astrologo. Ok… facciamo entrambi. Sono andata a cercare su internet e ho trovato roba di Albano e Romina e pure roba di Milva. No, dai… ti prego… :-)… Facciamo che quelli già scritti ci penso n’altra volta. Anche se, pensandoci bene, mi viene in mente il mio canto libero di Battisti. Vale? Non lo so.. però si confa molto a me, soprattutto ora e soprattutto per sconfiggere le mie solite paure… Sì… Mica facile da imparare a memoria, però… Vabbè, vediamo se ci riesco, che quando sarò in aereo e arriveranno le perturbazioni, che io tanto odio, magari, me lo canto. Non si sa mai, tra una vomitata e l’altra… 🙂
Bon, that’s all folks! ‘Til next time…
Rosa
In un mondo che non ci vuole piu’
il mio canto libero sei tu
e l’immensita’ si apre intorno a noi
aldila’ del limite degli occhi tuoi
nasce il sentimento, nasce in mezzo al pianto
e s’innalza altissimo e va
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi indifferente
sorretto da un anelito d’amore
di vero amore
In un mondo che prigioniero e’
respiriamo liberi io e te
e la verita’ si offre nuda a noi
e limpida e’ l’immagine ormai
nuove sensazioni, giovani emozioni
si esprimono purissime in noi
la veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore
di vero amore
e riscopro te
dolce compagna che non sai domandare
ma sai che ovunque andrai
al fianco tuo mi avrai
se tu lo vuoi
(pietre un giorno case ricoperte dalle rose selvatiche
rivivono, ci chiamano
boschi abbandonati e percio’ soppravvissuti vergini
si aprono, ci abbracciano)
In un mondo che prigioniero e’
respiriamo liberi io e te
e la verita’ si offre nuda a noi
e limpida e’ l’immagine ormai
nuove sensazioni, giovani emozioni
si esprimono purissime in noi
la veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore
di vero amore
e riscopro te

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