Fede… e quella del riso

Quando finì con Rino decisi di togliermi la fede che mi aveva regalato e di sostituirla con una che mi sarei fatta fare solo ed unicamente per me. Ero da sola, pensavo, e da sola volevo rimanere. Dovevo fare uno statement ufficiale. ‘Fanculo gli uomini e il mondo intero.Era così forte il mio desiderio di “staccarmi” una volta per tutte da lui e dal passato e pure dal futuro, qualunque fosse, che ci voleva un gesto simbolico. Non volevo fare come fanno tutte le altre donne che, magari, tagliano i capelli o fanno la tinta o, perfino, si fanno un tatuaggio idiota che si ritroveranno a 70 anni, nascosto sotto le tette penzolanti o nella pelle raggrinzita del sotto braccio o del culo afflosciato. No. Io dovevo essere diversa. E così trovai questo gioielliere vicino all’ufficio che mi fece una fede ondulata. Una fede fatta di curve che andavano su e giù, in platino. Quel su e giù dello spesso metallo significava, per me, i su e giù della vita. Della mia vita, della mia anima, di me stessa e nessuno poteva mai aver avuto idea migliore. Tutti i miei alti e bassi, ora, ero pronta ad affrontarli da sola. ‘Fanculo gli uomini. Mi sposavo con me stessa, in pratica. Una fede tutta mia, ideata da me con un criterio tutto mio. Una fede storta certo, ma storta con criterio, non so se mi spiego. Beh, sai che sorpresa, una settimana fa, scoprire che ‘sto cazzo di criterio strafigo che mi ero fatta nel mio cervello, non è acqua nuova sotto i ponti e che c’è perfino tutta una letteratura sulle fedi storte e che Luca e Federico, per la loro cerimonia civile, al loro stupendo anulare, avevano proprio una fede bianca con le curve, come la mia. 😦 Beh, che te lo dico a fare? Ho riso. Ho riso perché, alla fine, i miei alti e bassi della vita, sono gli alti e bassi di tutto il mondo. Guardavo Federico e Luca mentre si scambiavano i voti davanti all’assessore del comune e pensavo che l’amore è bellissimo. Ho pianto, lo ammetto, quando l’assessore ha recitato la poesia della Merini, per loro. E ti dirò che non ho mai mai mai pianto ai matrimoni. Nemmeno al mio. Due uomini innamorati e consci della loro vita assieme. Belli… Loro due sono bellissimi, sposati e innamorati, dopo tanti anni di vita assieme, finalmente. La gente soffre mai così tanto per amore. La gente è così crudele. L’amore no. L’amore non guarda in faccia a nessuno. L’amore ti fotte quando meno te lo aspetti. Ed è giusto così. Sorrido e torno fuori, sul lastricato. Apro la scatola che ho in mano e mentre faccio il cuore di riso, davanti alla porta di Palazzo Reale, penso che io sono quella del riso, ai matrimoni. Mi chiedo, com’è che se ne dimentichino praticamente tutti? E com’è che me lo ricordo solo io, quando mi invitano ai matrimoni? E poi faccio il cuore, davanti alla porta della chiesa o del comune e dentro ci metto le iniziali degli sposi con un + che li lega. E tutti dicono: “Che brava, che brava…” e io penso che mi sento tanto Eleanor Rigby, non so se mi spiego. Che non “picks up the rice” ma che lo mette giù, sai qual’è la differenza… nessuna. Io ed Eleanor siamo due zitelle innamorate dell’amore. Beh, io tanto zitella no. Non più. Quando Djamel vide la fede, mi chiese se stavo con qualcuno. Gli dissi di sì, con me stessa. E gli spiegai la storia. E sorrise dicendo: hmmm. Lui sorride sempre dicendo hmmm quando nella sua testa ci sono pensieri più grandi oppure quando io parlo troppo e lui ha sonno e non ha la forza di rispondermi 🙂 . Se non è il secondo caso (di cui mi accorgo, grazie a Dio), di solito, gli chiedo quale è il pensiero più grande e lui, in quel caso rispose: “ti hanno fatto male… tanto”. Non era una domanda. Disse solo quello. Sorrisi dicendo hmmm. Sorrisi e pensai a Rino. Guardai la mia fede e pensai a quando gli dissi: “Prega, Rino. Prega che un uomo, da qui a molto presto, guardi oltre la fede che porto al dito… Prega che quell’uomo guardi oltre quell’anello che mi tiene legata a te, come hai fatto tu anni fa, fottendosene dei tabu e delle stronzate, e decida di conquistarmi ed amarmi. Prega che quell’uomo si innamori di me più di quanto mi amasti tu. Prega che il suo cuore, la sua anima, i suoi abbracci, i suoi baci siano meglio dei tuoi. Ma, più di tutto, Rino, devi pregare che io glielo lasci fare. Prega che io prenda quella fede e la nasconda tra le mie cose vecchie per sempre sostituendola con l’amore per lui. Devi pregare che io smetta d’amarti perché solo così succede, con me. Prega Rino. Prega e tu ed io saremo liberi per sempre”. Mi fermo di botto, mentre sento l’assessore che fa una battuta e mò che ci penso, mentre sto mettendo i pugnetti di riso nelle coppette di carta dei muffin dell’Ikea da distribuire agli invitati all’uscita, mi rendo conto che Rino ha pregato proprio bene… ora lo posso dire, ha pregato davvero bene perché quell’uomo è arrivato e io ho riposto la sua fede in un posto che bisogna andarla a cercare, per poterla vedere. I piccioni si accalcano davanti al cuore di riso. Li prendo a borsettate, traballando sul tacco 12, e rido mentre Maria cerca di farli scappare via, sotto mie precise istruzioni, parlando con quel suo fantastico accento del sud. Guardo oltre la porta di vetro e mi rendo conto che ci vuole così poco per essere felici. Vedo le schiene di Fede e Luca che stanno vicini e si scambiano le fedi. Mi batte il cuore per loro. Alla fine, sai, ci vuole davvero poco per essere felici. Ci vuole davvero così poco. Basta volerlo. Alla fine, la mia fine, l’ho capito che Rino non voleva essere felice. C’è gente che non vuole e non puoi obbligarla. E li dobbiamo capire. E li dobbiamo rispettare. Per quanto male ci possa fare perché ci vorrebbe davvero così poco. Ci vuole davvero così poco. Un giorno Federico ha chiesto a Luca di sposarlo ed ora eccoci qua tutti a festeggiare con loro. Sono così belli. E’ così bello vedere la gente felice di stare assieme. Fede è emozionato come un bimbo, Luca sorride e ti trasmette calma e pace infinite solo con lo sguardo. Sono davvero belli. Mi giro mentre continuo ad affogare nei miei pensieri e l’operatore della RAI, che sta registrando il matrimonio per una puntata di una trasmissione sulle unioni civili che si terrà a novembre e dicembre, mi chiede se può filmare il mio cuore. Ho avuto un momento di scompenso (è proprio il caso di dirlo) perché pensavo che mi volesse filmare il petto. Sai com’è, una settima coppa D fa sempre audience… 🙂 … ma poi mi sono resa conto che ero volata così tanto indietro nel passato con i miei pensieri e i miei sentimenti che mi ero dimenticata del mio fighissimo cuore di riso. Certo, gli rispondo, filma tutto quello che vuoi, ti rilascio i diritti del mio cuore di riso. Già… tutto quello che vuoi… io sono quella del riso… Vuoi mettere?

Un pensiero riguardo “Fede… e quella del riso

  1. La tua storia sembra scritta da me….è identica alla mia, solo che io non ho conservato la vecchia fede, l’ho venduta, nel tentativo di cancellare tanto dolore…

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