Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio…

Avevo ‘sto telefono nuovissimo di zecca, strafigo, stratutto. Con segreteria telefonica, con portatile, con vivavoce, 35 suonerie (tra cui il trillo del telefono degli anni ’70 che tanto volevo), e tante altre cose strafighe. L’ho installato un mese e mezzo fa e mi sentivo sempre più tecnologica e strafiga, pure io, come il telefono.

Poi, inizia a non caricarsi il portatile. Le telefonate si interrompono e penso che siano le pile. Poi sento uno strano bip che strano non è. Poi, oggi, ho capito che era proprio difettoso e stronzo nell’anima, di suo. E così… ecco che decido, una volta per tutte, di riprendere il telefono vecchio della SIP con la cornetta, che avevo dato a Laura per ricordo e che usavo 25 anni fa e l’ho sostituito. E poi? Poi mi sono chiamata per sentire il trillo e ho pensato che la vita è stupenda perché non bisogna mai buttare niente, di qualsiasi tipo, se è ancora funzionante e, se ci pensi bene, ci sono milioni di cose che, riciclate, possono funzionare fantasticamente. Nulla si butta. Si dice che nonna Rosa facesse lo stesso. Che conservava pezzetti di spago e carta, proprio come me. Beh, cosa ti posso dire? Strafiga pure lei, no? E poi faccio delle considerazioni. Lala è andata via. Tornerà, certo, tornerà per periodi più o meno lunghi, ma è andata via. E io devo cambiare molte cose. Ho deciso che cambierò l’arredamento. Che la sua camera diventerà il salotto con il divano letto che ho sempre voluto. Che posto per lei ci sarà sempre e le sue cose staranno qua, certo, ma staranno assieme a qualcosa di nuovo che, in realtà, è qualcosa di vecchio. Lui è la parte del mio cuore di donna innamorata più vecchia e preziosa. Ce ne sono altre, certo, ma non altrettanto preziose e vecchie. L’osservo, mentre dorme, e penso che è proprio vero che non bisogna mai arrendersi e che non bisogna mai buttare via le cose vecchie, gli amori vecchi, le vecchie passioni, i vecchi dolori. Perché nulla muore veramente mai. Nulla. E perché possono succedere le cose più stupende, con le cose più vecchie.

Stavo chattando su WhatsApp con Monica, questo lo ricordo. E ricordo che ero sdraiata sul letto. E ricordo che lui è arrivato e mi ha chiesto, gentilmente, se mi disturbava. Ho risposto gentilmente di no. Si è appoggiato all’armadio. Ho scritto a Monica “Asp un attimo”. Mi sono stravaccata sul letto ancora di più perché stavo davvero comoda e per dargli più attenzione. Lui resta in piedi e ha qualcosa in mano. Non ricordo, forse è uno straccio perché ha appena lavato i piatti della cena o forse sta piegando l’asciugamano perché ci siamo appena fatti la doccia; qualcosa del genere, insomma. La radio sta trasmettendo musica Rai. Lui mi guarda e sorride. Lo guardo, sorrido anche io e penso che, a volte, non capisco che cosa voglia perché fa dei silenzi lunghi con altrettanto lunghi e profondi sguardi che ti entrano nell’anima e tu non ti ricordi quand’è stato che gli hai aperto la porta. C’è gente che entra così, nella tua anima. E allora, dopo un breve balbettio, dice: “Senti, stavo pensando una cosa. Oggi abbiamo trascorso una giornata bellissima. E’ vero che non abbiamo fatto nulla di particolarmente stupendo. E’ vero che non siamo stati in nessun posto particolare. Però, abbiamo trascorso assieme una giornata proprio bella perché siamo stati semplicemente bene assieme e ci siamo divertiti e abbiamo riposato assieme e ci siamo fatti compagnia davvero bene, secondo me, non credi? Voglio dire, quando siamo assieme, la maggior parte delle volte intendo, è così, giusto? Almeno, io la vivo così. Tu che ne pensi?” Penso che quell’asciugamano lo sta proprio distruggendo a forza di torcerlo. Penso che non capisco che cavolo mi stia dicendo ‘sta cosa a fare e apro la bocca per rispondere qualcosa di ovvio, ma non me ne da il tempo e ricomincia a parlare. “Ecco, allora, stavo pensando che mi sa che dovremmo proprio sposarci. Voglio dire, io vorrei che la maggior parte del tempo della mia vita fosse così, come oggi, e vorrei trascorrerlo con te e prometto che farò del mio meglio per far sì che sia per la maggior parte così e perciò mi sembra davvero una buona idea se ci sposiamo. Che ne dici? Mi vuoi sposare?”

Consiglio: sarebbe opportuno non starsene stravaccate sul letto, in certe occasioni della nostra vita. E sarebbe opportuno tenere sempre le cose vecchie; giusto in caso le cose nuove così fighe non fossero. Perché delle cose vecchie ci si può sempre fidare.

3 pensieri riguardo “Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio…

  1. Ho avuto un attimo di perplessità mentre scrivevo il mio nome. Cleide. Ma chi cazzo è Cleide. Ok Monica quella di wathcoso. Pensavo, mentre leggevo, ora tiro fuori il vecchio telefono grigiofumodiLondra- quello con la rotella per intenderci- lo impacchetto e lo porterò con me a Londra quando verrò a testimoniare che a voi due non vi spezza nessun destino stronzo e beffardo che sia. Che dei regali strafighi non sai che fartene perché le cose devono avere storia polvere e cuore. E che mi fa strano commentare un tuo post qui ecco 🙂

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  2. Ma ammucchiare e non buttare via il vecchio mi sembra una bella str…ta. Il nuovo almeno ha imprevisti che danno più profumo alla vita. Il vecchio è scontato, un si a domande per una vita nuova non è da accantonare. Il treno della vita passa poche volte con gli sportelli aperti…medita, medita

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