Nemmeno la morte

Quando penso a lei mi viene in mente questa frase. Nemmeno la morte. A volte la vedo, anche se è morta, in mezzo alla strada. La sento ridere. La vedo camminare come una papera. Aveva tante papere in casa proprio per questo. Papere di legno e ceramica, intendo. Le volevo tanto bene. Le voglio tanto bene. Voglio tanto bene a lei, nonostante tutto. Vedo il suo sorriso. Sento la sua voce. La vedo fare i pacchetti di natale con una grazia così femminile. La vedo accarezzare mia figlia con amore. E poi mi rattristo. Perché quei bei ricordi vengono inficiati da come se ne è andata via. C’è gente che se ne va via serena, dopo aver fatto quel passo in più, per l’evoluzione della propria anima. Altri no. Così devono “ripetere l’anno”, come dico io, e rifare di nuovo questa vita per capire meglio la lezione. Una di queste lezioni, secondo me, è che quando stai per crepare (sorry to be blunt) sarebbe meglio che stai schiscio e che cerchi di circondarti di quanto più amore possibile puoi e non di fare il contrario. Aveva un tumore che se la stava mangiando, aveva una vita piena di gente che le voleva bene e l’ammirava ed è riuscita a morire da sola, col marito tanto odiato (l’unico essere vivente) che le ha chiuso gli occhi, all’ultimo sospiro. Forse è la fame di vita. Forse è l’egoismo. Forse non lo so. Mi urlò in faccia che gliene fotteva poco di essere corretta e onesta e veritiera. Che lei aveva un tumore, che stava morendo e che questo le permetteva di fottersene delle cose fatte bene o per il bene degli altri. Che se Dio non voleva che lei avesse il bene di vivere, lei avrebbe reso un inferno la vita del cugino con il quale condivideva la casa di montagna, argomento per il quale litigavano. Mò, dico io. Ma se stai per morire, quanto tanto te ne può fottere di una casa in montagna che (sorry to be blunt) tanto non sfrutterai mai da qui a qualche anno perché, se tutto va bene, da qui a qualche anno sarai terra per i cecetti come diceva una che conoscevo?! No… loro devono concentrare le loro forze sull’odio per chi “rimane” e sul fatto che è ingiusto che muoiano. Che è ingiusto, secondo loro, che stiano male. Io non lo so cosa farei. Non lo so. Ma non voglio essere stronza. Non voglio aggrapparmi alla vita combattendo per cose cretini e futili invece di concentrarmi sull’amore per la mia famiglia e per chi mi ama. Che, magari, l’amore guarisce, chennesai? Le liti per le stronzate, per masturbare il nostro ego, per far vedere che l’abbiamo più grosso, mentre stiamo con un piede nella tomba, certo, ci distraggono e ci fanno andare avanti ma poi, scusami, quando scende la sera e chiudi gli occhi e stai davanti a Dio e a te stesso, quanto figo ti senti? Cos’hai ottenuto? Che hai vinto? Quanta vita in più hai guadagnato? Lasciamo perdere.

Nemmeno la morte. Nemmeno il pensiero della morte vi salverà. Nemmeno la morte vi ha fatto capire quanto importante era amare la moglie, il marito, la famiglia, gli amici, proprio mentre ce ne stiamo andando. Leggevo una volta: “è spirata circondata dall’affetto dei suoi cari”. Per un bel po’ di gente non succederà. E non perché si è soli. Perché si vuole essere soli. Perché ci si concentra, a due passi dal varco finale, sulle stronzate che ci fanno dimenticare, invece di affrontare al meglio il passaggio e invece di circondarsi di amore, amore, amore. Interessano più le cose che i casi. E’ come se si scivolasse da un burrone. Ci si aggrappasse, con un morso, a una radice che spunta dal terreno, sbracciandosi e urlando e piangendo e maledicendo il mondo e la gente che vi ci caga sopra perché pensiamo che tra poco stiamo per mollare il colpo e morire. Senza rendersi di una cosa. Se la smettessimo di sbracciarsi e fare tutte quelle cose. Se ci lasciassimo andare giù, pensando di morire sicuramente, magari (e dico magari) invece cadremmo, 20 centimetri sotto, sul sentiero che girava intorno alla montagna e che ci porterà alla fine del percorso, molto più avanti o molto più vicino, è irrilevante, ma con pace e amore e felicità.

Ma, come dicevo, nemmeno la morte vi ha fatto fermare a pensare che, forse, sotto c’è il sentiero e non il vuoto. Avete così tanta paura del vuoto che ve lo state creando intorno. Io? Io non so come mi comporterei. Spero e prego solo di non essere come voi. Di non cercare di masturbare il mio ego mentre, invece, dovrei accudire alla mia anima. Prego Dio che me ne dia la forza. Che mi dia il desiderio di non essere vigliacca e di morire serena. Se non circondata di amore, almeno con tanto amore dentro di me. Solo questo.

3 pensieri riguardo “Nemmeno la morte

  1. Qualcuno un giorno ha detto “Vegliate, perchè non sapete né dove né quando” (cito a memoria). Non è facile morire. Non è semplice accettare l’ineluttabile destino che accomuna tutti gli uomini. Occorre prepararsi per tempo (è questo forse il senso del “vegliare” della citazione evangelica?). Saluti

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