Il mondo addosso

Esco di casa facendomi il segno della croce, metaforicamente parlando, che è venerdì 17 e ho una marea di cose da fare in ufficio e tutti sembra che, se non gli fai quello che vogliono ora, finisce il mondo. Finisse davvero, penso, a volte. Vabbè. Continua a leggere “Il mondo addosso”

Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio…

Avevo ‘sto telefono nuovissimo di zecca, strafigo, stratutto. Con segreteria telefonica, con portatile, con vivavoce, 35 suonerie (tra cui il trillo del telefono degli anni ’70 che tanto volevo), e tante altre cose strafighe. L’ho installato un mese e mezzo fa e mi sentivo sempre più tecnologica e strafiga, pure io, come il telefono. Continua a leggere “Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio…”

Come mi vuoi

Sono inginocchiata per terra e sto trapiantando la menta. Penso che non sembrava nemmeno menta, il mozzicone d’erba che avevo trovato sul balcone tempo fa. Lo volevo buttare ma, poi, mi sono detta che forse, se lo buttavo così, allarinfusa, in uno dei vasi di agapanto, magari ne usciva qualcosa di carino e, pensa te, ora è un cespuglio profumatissimo e orgoglioso di vedermi quando gli passo vicino o lo annaffio. Lo sento, lo sento che è orgoglioso, non fare quella faccia incredula pensando che sono pazza. Le piante sanno chi siamo. Loro sanno chi siamo veramente. Tu sai come sei veramente? Come ti immagini? Voglio dire, come “sai” che sei? Non mi sono spiegata? Uff… Cheppalle… Ok, vediamo un po’… Continua a leggere “Come mi vuoi”