A buon intenditor… (parte 1)

La morte di Anna mi ha dato da pensare e mi ha confermato una cosa su me stessa. Io sono una persona coerente. Nel male e nel bene, io sono coerente. Quello che dico è quello che faccio. Quello che penso è quello che sono. Piaccia o no, questo è. Continua a leggere “A buon intenditor… (parte 1)”

Buon sangue non mente

Il mio blog l’ho costruito a 40 anni in, diciamo, più o meno ‘na decina di giorni (e non è ‘sta gran fighezza perchè ci sono cose che cambierei sicuramente, stilisticamente parlando). Lei? Lei, a 13 anni, ci ha messo ben 4, 5 ore e si è pure arenata un po’ quando ha deciso di mettere il video con i suoi disegni… Scrive in una maniera che mi verrebbe da dire ogni volta: ancora! ancora! Io? Son rimasta di stucco, come il mitico “barbatrucco” e me la godo, in silenzio (più o meno) perchè ne sono orgogliosissima. Bellissima la storia del come l’ha costruito e bello forte il post seguente così come l’ultimo che ha scritto. Gradevole la grafica. Una chicca, insomma! Mi spiace solo una cosa: che non sia posizionato sulla piattaforma di Tiscali… 😀

http://gelatoalcaramello.blogspot.it/2012/07/comunque-preferisco-il-cornetto-classico.html

 

 

Se mia figlia lo scopre… mi ammazza…

Ha scritto questo tema qualche settimana fa. Erano mesi che non leggevo cose scritte da lei. I compiti, dissero le maestre già alle elementari, non devono più farli con voi, ma da soli. Solo così potranno essere indipendenti. E vabbè… E perciò, nemmeno quelli controllo più, a parte i voti e le note… 😦 Così, mi è sembrato davvero bello che condividesse con me questo tema che aveva fatto a scuola. Mi è piaciuto così tanto, soprattutto le considerazioni finali, che ho deciso di pubblicarlo. Sicuramente si incazzerà come una bestia quando scoprirà che l’ho postato, ma è così bello ed è così strano che lo stesso discorso me l’abbia fatto mio fratello qualche mese fa, andando a sforare nei marziani… 😀 Comunque, è bello e vorrei tanto che tutti i ragazzi della sua età la pensassero come lei. Sarebbe davvero una cosa grande. Vabbè… Se si incazzerà, lo cancellerò. Nel frattempo, eccovelo:

Traccia n. 3: parlate di un argomento di attualità

Non so bene quale sia un argomento di questo tipo. Se devo pensare a qualcosa di attuale, mi viene in mente il telegiornale perché la tv è qualcosa che ti tiene al passo con le notizie dal mondo. In effetti, in questo periodo noto che in televisione si parla sempre di più  del razzismo. Il razzismo c’è da sempre. E’ ovunque, ma negli ultimi anni si è rivelato un fenomeno sempre più frequente. Proprio ieri ho sentito di un ragazzo della mia età, picchiato da altri tre un po’ più grandi di lui. Ma se lui è stato picchiato, allora perchè io no? Non perchè sono una donna. Non perché non ho fatto niente di male, anche quel ragazzo era innocente. L’unica cosa che ci rende differenti è quel sottile strato colorato che ricopre il mio corpo, chiamato pelle. Qualcosa di percepibile solo agli occhi. Occhi che vedono il mondo con superficialità e disprezzo. Occhi che mi disgustano. Io sono tutto il contrario di una persona razzista. Il 70% dei miei pensieri è concentrato su cantanti Koreani e fumetti giapponesi. Sono una grande appassionata di Asia e ricordo ancora che, quando ero piccola, i miei zii mi portarono a visitare Prato (la loro città) e rimasi talmente affascinata dalla China Town che mi pareva tutto un mondo a parte. La mia migliore amica, poi, è di origini singalesi. Da quando assaggiai per la prima volta un piatto tipico dello Sri Lanka, pretesi di provarne anche uno indiano, poi uno messicano, poi cinese, giapponese e ora mangio, una o due volte alla settimana, cibo etnico. La cultura straniera, di ogni paese, mi attira più di ogni altra cosa. Non tutti la pensano come me, però va bene così. Nessuno sarà mai identico a te. Il mondo è vario ed è bello per questo. Chissà perchè, però, alcune, anzi, molte persone non lo capiscono. Tanti popoli sono stati perseguitati. I primi che mi tornano in mente sono gli Ebrei e i cosiddetti “negri”. E persino in Italia, tutt’ora c’è una brutta forma di razzismo; un po’ meno grave, ma c’è: la divisione tra nord e sud. Mio padre, ad esempio, non sopporta, come li chiama lui, i terroni. Intelligente com’è, però, ha sposato una beneventana… 😀

Però, perchè io non vedo nessuna differenza tra i parenti di mia madre e quelli di mio padre? Forse perché le mie impressioni su di loro non sono a prima vista, ma vengono dal cuore. Se tutti diventassimo ciechi, forse sarebbe meglio. La vista, in fondo, non è poi così importante. Abbiamo altri 4 sensi. Con l’udito potremmo ascoltare le lingue e le canzoni di ogni cultura; con il tatto, potremmo stringere la mano a persone provenienti da tutto il mondo; con il gusto potremmo assaggiare cibi di tutti i tipi e, con l’olfatto, sentirne gli aromi. Sarebbe veramente bello e, magari, si riacquisterebbero tanti valori oramai perduti. Infine, in un futuro lontano, se qualcuno riuscirà a trasmettere questo bel messaggio, ne sarei entusiasta.

Laura T. (13 anni – Milano, dicembre 2011)

 

Paris, j’arrive!

Adoro i musical. Quando ero bambina ricordo che, durante le feste, la RAI ne trasmetteva sempre una marea. Il mio preferito? Gigi, seguito da My Fair Lady e Sette spose per sette fratelli. Credimi, li ho visti tutti e li ho tutti. Di tutti i registi, Vincent Minnelli, per me, è stato il genio dei musical. Ho avuto il coraggio, perfino, di portare Marco e Laura a vedere Sette spose per sette fratelli a teatro e ho fatto venire la malattia anche a loro… 🙂 Beh, Gigi narra la storia di un’adolescente che abita a Parigi, all’inizio del secolo scorso, e che viene “educata” dalla nonna (se non ricordo male) alla frivolissima vita parigina. La storia si evolve nel momento in cui un giovane, ricco e viziato francese (amico di famiglia, notoriamente un senza cuore che si sbatte a destra e a sinistra della Ville Lumière tra festini e festoni) si innamora di lei negandone l’evidenza quasi fino alla fine del film. La storia fu scritta da Colette; autrice che io apprezzo molto per altre opere (vedi le avventure di Claudine e la storia di Cherie). Ad ogni modo, il film è romanticissimo e bellissimo. Affascinante e vezzosa Leslie Caron con le sue labbra naturalmente e veramente turgide (testimonial antesignani dei canotti siliconati alla Valeria Marini). Romantico e fighissimo Louis Jourdan nelle vesti del duro-ma-non-troppo Gaston Lachaille. E che dire del mitico Maurice Chevalier nei panni del grillo parlante che si nasconde sotto le mentite spoglie di un timido Pigmalione emotivo? Oh, cosa non avrei dato per poterli vedere dal vivo… 🙂 Beh, il pezzo più bello del film? Tutto… 😀 Però, quello che ricordo di più è la fine: quando Gaston esce infuriato da casa di Gigi perché la nonna gli ha detto che marca malissimo (“A young girl who goes out with you is no longer an ordinary young girl or even a respectable young girl”…), 😀 😀 mappènsatè quante ne dice la  nonna per assicurare un futuro alla nipote. Clicca qua, se lo vuoi vedere. Ed è così che lui, per sfogarsi, attraversa a piedi una Parigi semplimente magica, all’inizio urlando e sbraitando e poi… e poi… come dice lui… e poi… Una parte di questa sezione del film sarà sicuramente stata registrata negli studios di chissà dove ma, molto altro di quei 10 minuti, sicuramente no. E’ così che mi sono innamorata di Parigi. Mai, però, ci sono andata. E allora, eccoci qua: i biglietti dell’aereo li ho presi, l’albergo l’ho prenotato e il mio francese quasi perfetto lo sto spolverando. A febbraio andrò a Parigi con Laura per un concerto di uno dei suoi gruppi coreani che mai verranno in Italia. Quando me l’ha chiesto non ci ho pensato due volte. Mi son detta che ogni lasciata è persa e così ora sto pensando che non so quanti posti vorrei vedere e “sentire”, ma ho solo 3 giorni e me li dovrò far bastare. Chissà se ritroverò il quartiere di Gigi.  Eh, lo so, lo so. Dicono che bisogna andarci con il fidanzato o il marito, ma che ci vuoi fare. Pensa che quando l’ho detto a Marco, qualche settimana fa, lui ha commentato: “Vabbè, se me l’avessi detto, sarei venuto anche io”. Ho risposto: “Mà, con tutto il bene del mondo che ti potrò mai volere, ma secondo te, ti buttavo fuori di casa per andare a Parigi assieme un anno dopo?” Siamo scoppiati a ridere e abbiamo convenuto che, se non potrò andarci a causa del mio lavoro, ci andrà lui al posto mio. Nel frattempo, incrocio le dita e non vedo l’ora di partire. Ad ogni modo, l’unica a goderne sicuramente sarà Laura perché, con me o lui, si divertirà sicuramente e, se un giorno ci vorrà tornare con il suo compagno, spero abbia un bel ricordo di quando ci siamo andate assieme. 🙂

L’eredità (e la crema di funghi) – parte 1

Il tempo è strano. La gente è strana. Il mondo è strano. La vita, ora lo sappiamo, è la più strana di tutti. Qualche sera fa, a cena, Laura mi ha posto una domanda che io mi pongo da quando posso ricordare di essere capace di pormi domande e che, da allora, continua a terrorizzarmi ogni volta che le permetto di uscire fuori da dove l’ho nascosta accuratamente. Continua a leggere “L’eredità (e la crema di funghi) – parte 1”

Buon Compleanno, Batata Bulenta

La cosa più stupendamente bella, grandiosa, inaspettatamente magica che mi hai dato, in questi tredici anni e nove mesi, è:

 

la gioia di essere tua madre

 

Grazie per essere “capitata” nella mia vita.

Ti auguro di riuscire a fare, della tua, ciò che ciò che la tua anima e il tuo cuore ti diranno; io ti starò sempre accanto.

Ti amo immensamente, Lalina…

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